Il Covid-19 e la sua tracciabilità

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La “fase due” della ripresa sarà accompagnata dall’app di tracciamento italiana del Coronavirus.

I 74 esperti del Governo sembrerebbero propendere verso una tra le 319 proposte messe a disposizione, nella quale il ricorso alla tecnologia Bluetooth risponderebbe bene a diversi requisiti.

La raccolta come l’uso e la conservazione dei dati degli utenti è ancora un argomento che pone diversi interrogativi.

È l’Europa a chiedere di disporre di un’app globale per combattere l’epidemia.

La capacità di fare tamponi a tappeto del sistema sanitario nazionale risulta determinante per l’utilità dell’app per il tracciamento del contagio, anche se non tutti i pazienti hanno uno smartphone (si pensi agli anziani) e non tutti sanno di essere positivi al virus, perché asintomatici.

È necessario il coordinamento tra la tracciabilità del Covid-19 e la possibilità di eseguire tamponi a tutta la popolazione, perché altrimenti tutto sarebbe demandato alla scelta individuale dei cittadini di auto-dichiararsi.

È una vera e propria sfida quella di convincere quante più persone a installare l’app per renderla efficace.

Esiste anche il problema del rispetto, in base alla normativa europea dei dati, della privacy per cui il tracciamento non può essere applicato come in Cina, dove esiste l’obbligatorietà.

Il garante dell’Unione Europea, Wojciech Wiewiorowski, ha chiarito che l’app individuata per assolvere al compito da svolgere, avrà un uso temporaneo legato alla effettiva necessità.

Un team di 130 ricercatori appartenenti a otto paesi ha già progettato un software europeo a cui l’Itala potrebbe agganciarsi, il cui nome è Pan-European Privacy Preserving Proximity Tracing (Pepp-Pt), e prevede l’aggancio al Bluetooth consentendo un tracciamento digitale anche quando si viaggia da un Paese all’altro, nel rispetto dell’anonimato e della privacy.

La collaborazione tra i diversi paesi sarà fondamentale per la messa in opera di un sistema di tracciabilità in quella che viene definita la “fase due”, considerate le quarantene e le riaperture.

Il software europeo garantisce standard di sicurezza importanti, tenuto conto delle operazioni degli hacker sempre presenti anche in questo periodo, e per l’Italia tale Know-how risulta necessario.