Solo qualche settimana fa, il ministro israeliano della Salute Yaakov Litzman, aveva definito il Coronavirus una “punizione divina per l’omosessualità“. Il 1 aprile lo stesso ministro risulta positivo al tampone e con lui anche sua moglie.
Litzman, ministro ultra conservatore, che è anche un rabbino, ha più volte violato le misure sul distanziamento sociale e ha partecipato a diverse riunioni di culto, mettendo in tal modo a repetaglio la salute di molte autorità isrlaeliane.
Il primo ministro Netanyahu, infatti, si è messo in quarantena volontaria; analoga scelta da parte del capo del Mossad Yossi Cohen, del capo di Stato maggiore Aviv Kohavi, e di due altri generali.
Come riporta GayNews che ha parlato di una sorta di “scherzo de destino”, tra la comunità ḥaredi di cui Litzman fa parte, si è registrata una significativa cifra di contagiati, soprattutto perché molti di loro hanno ignorato le misure imposte dal Governo per contenerne la diffusione. Questo atteggiamento ‘contro corrente’ ha prodotto la reazione avversa di quanti si sono ora schierati contro gli ultraconservatori, accusati di essere untori.
Ma Litzman non è l’unico a pensare che è stata la mano divina a muovere la pandemia per punire chi ha un diverso orientamento sessuale. Prima del ministro israeliano, contro la comunità omosessuale, si è scaglaito il rabbino israeliano Meir Mazuz che ne ha approfittato per condannare i Pride, definiti una “parata contro la natura” poiché “quando qualcuno va contro la natura, colui che ha creato la natura si vendica di lui”.
E ancora, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha diciarato che “Il Coronavirus è la conseguenza di sodomia e matrimoni gay“: una punizione divina contro “l’orrore del cosiddetto matrimonio omosessuale, la celebrazione della sodomia e delle peggiori perversioni“. Ma sarebbe, sempre secondo l’arcivescovo, una punizione di Dio contro l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, la pornografia, la corruzione dei piccoli, la speculazione delle élites finanziare, la profanazione della domenica…
Dello stesso avviso il patriarca ucraino Filaret che atribuisce la “colpa” del Coronavirus a gay e matrimoni sessuali. Una sorta di punizione per tutte le comunità LGTB. Il Patriarca della Chiesa Ortodossa ha, per giunta, parlato anche della comunione che è un diritto dei fedeli anche durante la quarantena, dato che la forza di Dio non potrebbe permettere un contagio. Si precisa che nella religione ortodossa la comunione viene praticata per mezzo di un cucchiaio che i fedeli si passano tra di loro.

