Campania, da 5 giorni crollano i nuovi contagi: è la strada giusta

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Di Luigi Capasso

Sono i giorni della grande speranza in Campania. Da 5 giorni di fila i nuovi contagi per Coronavirus nella regione sono in diminuzione. Il dato dei 90 contagi del 6 aprile è il più basso dal 23 Marzo. Si iniziano a vedere gli effetti delle misure contenitive attuate dal Governatore Vincenzo De Luca, con la Campania che non sta soffrendo neanche per quanto riguarda i posti in terapia intensiva. Negli ultimi due giorni sono diminuiti i tamponi, ma il dato potrebbe essere comunque incoraggiante perché potrebbe essere correlato anche alla diminuzione di persone che ne fanno richiesta. 

Numeri che inducono all’ottimismo, neanche tanto cauto, considerando che in 5 giorni si sono oltre che dimezzati i casi in Campania. Purtroppo cresce l’aumento dei decessi, ma sono legati ai precedenti contagi che hanno fatto salire il picco ai 204 morti del 6 aprile, un record in contrapposizione proprio con il numero di nuovi contagi, ma destinato inevitabilmente a scendere per la correlazione dei dati. Negli ultimi quattro giorni, inoltre, gli infetti si sono tenuti bene al di sotto del 10% nel calcolo totale dei test effettuati, cosa che, inevitabilmente, deve essere vista in maniera più che positiva e soprattutto da stimolo per iniziare a pensare alla fase-2 delle riapertura delle attività. I prossimi 7 giorni saranno fondamentali per iniziare a capire se il picco che De Luca aveva annunciato per metà aprile è solo uno spauracchio per far restare a casa i cittadini oppure l’amara conferma di casi che potrebbero essere sommersi. Non va dimenticato c’è uno studio pubblicato da La Stampa di Torino che ha parlato di 6 milioni di infetti al Coronavirus in Italia, ma totalmente asintomatici e quindi già immuni, anche se non sarebbero abbastanza per consentire al Paese quelli immunità da gregge che dovrebbe raggiungere almeno il 60% della popolazione. Servono più tamponi e test sierologici per avere numeri quanto più vicini alla realtà di un’Italia che dovrà ricominciare quasi tutto daccapo sotto il profilo economico, ristrutturando le sue aziende e il modo di lavorare.