Coronavirus, Campania – Il business dei tamponi.

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Cercasi laboratori privati per l’esecuzione di tamponi. Disperatamente, forse. Di certo, disordinatamente. « Massimo ribasso » , ma ora, subito. Anzi, ieri. Una vicenda bizzarra che Repubblica ha ricostruito con i protagonisti – getta qualche dubbio sulla “ chiamata” che la Regione avvia con un immediato bando Sorpresa, che dura meno di 22 ore: o rispondete in una notte e un mattino o niente, chi è dentro questi orari resta dentro, chi arriva dopo non protesti. C’è chi, legittimamente, si era subito entusiasmato, Palazzo Santa Lucia non ha atteso, eccetera.

 

Invece: la caccia era così febbrile nella Campania fanalino di coda per i test accreditati, e così indispensabile visti i numeri dell’emergenza e le storie drammatiche di chi muore in casa senza avere un tampone, che in realtà la Regione di “ aiutino” privato ne aveva già trovato uno, il centro Ames a Casalnuovo, e nessuno ( se non le istituzioni ai vertici, e gli addetti ai lavori) lo sapeva. Né avrebbe dovuto saperlo. «Un centro all’avanguardia » ovviamente, dove – si scopre – si è letteralmente trasferito da giorni personale e (pare) attrezzature dell’Istituto Zooprofilattico di Portici: fortissimo e riconosciuto, con il suo direttore Antonio Limone, sulla filiera della sanità animale; meno, di certo, sulla infettivologia umana. Eppure l’Istituto, in pochi giorni, ha molto più che decuplicato i suoi test (superando perfino l’unico centro di riferimento: il Cotugno). Addirittura balzando da 58 (28 marzo) ai 700 tamponi (primi di aprile), al giorno.