Coronavirus – si cerca l’intesa sulle strategie per la fase 2

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Nessuno crede che il martedì dopo Pasquetta le nostre vite ritorneranno a girare oltre la soglia della sopravvivenza. Ma la strategia di Giuseppe Conte e del governo è quella di comunicare la durata del lockdown a piccole dosi, quindici giorni alla volta, in modo da non mettere a rischio la tenuta dell’ordine pubblico. La verità, spiegano da Palazzo Chigi, è che “le date non hanno senso in questa fase”, perché nessuno ancora sa quando l’epidemia sarà sconfitta. Il punto piuttosto è un altro. Ovvero quando ritenersi soddisfatti della curva in discesa dei contagi da coronavirus.

Da una parte c’è la linea di chi crede che “si ricomincia a uscire quando i positivi sono a zero, punto”, dall’altra quella di chi ritiene che “se si ascoltano solo gli scienziati, magari non moriremo di Covid-19 ma di fame sì”. Il tema è la composizione del comitato tecnico scientifico istituito dalla Protezione civile per decidere le misure da adottare per arginare la diffusione del virus: al momento si tratta di tredici dirigenti del settore sanitario, comitato “può essere integrato”da altri specialisti. Un’esigenza caldeggiata ieri dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, secondo il quale serve una “cabina di regia” che metta insieme “le teste migliori dell’Italia, dalla scienza alle attività produttive, al lavoro, alla cultura, alle università”per costruire lo schema della cosiddetta “fase 2”.