La sospensione generalizzata dei mutui decisa ieri da Cassa depositi e prestiti vale per gli enti locali più del triplo rispetto agli aiuti aggiuntivi sbloccati tra sabato e
domenica scorsi per la solidarietà alimentare. E, com’è piuttosto intuitivo, offre una ciambella di salvataggio meno indifferenziata perché va in aiuto soprattutto degli enti più indebitati. In questo caso non si tratta ovviamente di fondi aggiuntivi, perché l’operazione deve viaggiare in equivalenza finanziaria e quindi le rate sospese oggi dovranno trovare
spazio nei piani di ammortamento rivisti. E l’operazione ha bisogno di qualche settimana di tempo per la definizione operativa e l’adesione degli enti. Ma nell’ottica dell’emergenza Coronavirus gli 1,4 miliardi che si liberano quest’anno per i mancati pagamenti delle quote capitale si traducono di fatto in possibile spesa corrente per sostenere le casse locali nella fase più critica: 1,1 miliardi riguardano Comuni, Città metropolitane e Province, e 300
milioni le Regioni.
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