Gli Stati Uniti hanno preparato un piano da presentare al Venezuela al fine di condurre il Paese fuori dalla crisi politica e le sanzioni imposte da Washington possano essere annullate.
La condizione imposta dall’amministrazione Trump è che il dittatore Nicolas Maduro faccia un passo indietro, lasciando posto e spazio a un governo di transizione che, con appoggiato trasversalmente delle forze in campo, possa programmare e indire le elezioni entro la fine dell’anno.
Una proposta non dissimile da quella del leader dell’opposizione Juan Guaidó, che vorrebbe un governo di unità nazionale per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, ma molto lontana dall’approccio belligerante tenuto finora da Washington, uno dei 51 Stati che riconoscono Guaidó come legittimo presidente. Solo una settimana fa gli Stati Uniti avevano infatti accusato Maduro e una dozzina di suoi uomini di narco-terrorismo.
Il leader ‘chavista’, dal canto suo, ha risposto al duro attacco del presidente Usa, pronunciato durante il discorso al Congresso sullo Stato dell’Unione e criticandolo fortemente ha detto: “Nessuno può schiacciare il Venezuela“.
“Ieri (riferito a martedì 31 marzo 2020) Donald Trump ha detto di voler schiacciare è frantumare il Venezuela. Schiacciare un Paese che è la culla dei Libertadores dell’America? Mai, il Venezuela non lo schiaccia nessuno“.

