E’ davvero surreale, nonché fonte di fortissima preoccupazione, quello che sta accadendo al Campolongo Hospital di Eboli per il trasferimento ivi di n. 33 pazienti del centro Juventus di Sala Consilina risultati positivi al test del COVID 19. Non si tratta di un dire fine a sé stesso. È di alcuni giorni fa l’emergenza coronavirus venutasi a creare a causa dei casi accertati e non sono mancate le vibrate proteste sulla mancata osservanza delle idonee procedure previste da adottare nel caso di pazienti affetto dal morbo, specie da parte del personale infermieristico che denunciava da giorni anche la mancanza dei presidi di sicurezza individuali.
Ora di nuovo comportamenti superficiali proprio in una struttura sanitaria che mettono a rischio in primo luogo gli operatori sanitari perché impegnati in prima linea. Non è il caso di entrare nelle dinamiche che hanno portato alla scelta di trasferire al Campolongo tanti pazienti già accertati positivi al COVID-19, ma certo non è polemica fare alcune considerazioni. Anche la stampa ha evidenziato la carenza nella struttura di medici rianimatori e di uno specifico reparto di terapia intensiva per cui è giusto che vengano assicurate le garanzie di sicurezza per il personale perché non è più tollerabile che a pagare il prezzo più alto nella situazione di emergenza che viviamo siano proprio medici e infermieri.
Nella qualità di Presidente dell’O.P.I. di Salerno, organo sussidiario dello Stato, sollecito l’attivazione di tutte le procedure precauzionali previste dalle normative vigenti nei confronti del personale presente in azienda in questi giorni e che potrebbe aver avuto contatti diretti e/o indiretti con pazienti ricoverati già risultati positivi al tampone.

