«Siamo rimasti in attesa di qualche aiuto, ma abbiamo dovuto provvedere da soli». Sei giorni in attesa di essere sottoposto al tampone dopo l’emergere dei primi sintomi: è la rivelazione fatta dalla figlia del medico di base di Cava de’ Tirreni, risultato tra gli ultimi positivi al coronavirus in città e ora ricoverato in gravi condizioni – è intubato- all’ospedale “Ruggi” di Salerno. Lo sfogo della giovane, diffuso tramite i social, ha fatto in breve tempo il giro della città mentre il sindaco Vincenzo Servalli sollecitava quanti sono stati in contattato con il professionista di avvisare le autorità sanitarie. «Mio padre è risultato positivo al Covid-19 venerdì pomeriggio mentre lui la mattina aveva deciso di farsi ricoverare all’ospedale da campo», scrive la giovane su Facebook.
«Erano sei giorni che aspettava a casa qualcuno che gli venisse a fare il tampone, nonostante le diverse telefonate per sollecitare ed altre senza alcuna risposta. È stata una decisione costretta sia per i sintomi sia per sottoporlo al tampone. È inaccettabile che un medico con sospetto Covid sia lasciato abbandonato a se stesso, alle cure della sola famiglia e della Croce Rossa, che purtroppo non può effettuare i tamponi, mettendo a rischio la salute dei pazienti con cui ha avuto contatti e di tutta la sua famiglia». La giovane, poi, ha spiegato che «anche a noi familiari deve ancora essere effettuato, quanto ancora ci vorrà? Ovviamente siamo in quarantena». Poi l’appello: «Mi rivolgo ai pazienti che hanno avuto contatti con lui, sicuramente mio padre avrebbe continuato a tutelarvi e ad avvisarvi se ne avesse avuto la possibilità. Perciò chiunque abbia avuto contatti con lui si metta in lista».

