In ogni paese dal nord al sud la macchina della solidarietà non placa ad ingrandire il buon gesto di tutti.
In molte persone si possono riscoprire i cuori nobili, anche di chi può avere mille difficoltà a garantire un minimo di guadagno per poter sopravvivere.
Una fase di emergenza “mondiale”, e così si attivano associazioni, comuni e grandi industrie, grandi marchi che garantiscono con il loro supporto a sopperire le difficoltà che si vivono in casi di necessità.
Oggi non si parla del nostro territorio, ma di un’altra cultura, un’altra religione.
Lui si chiama Sameh, vive a Canonica d’Adda, provincia di Bergamo, gestisce un negozio di frutta e verdura.
Una storia alle spalle, tanti lavoretti per tirare avanti, inizia il lavoro di pizzaiolo e altri impieghi, nel 2014 apre la sua attività.
In questi giorni ha voluto ricambiare ridando ai cittadini che lo hanno accolto nella piccola città di quasi 4500 abitanti in questo periodo di emergenza Coronavirus, ha deciso di regalare i prodotti del suo negozio.
Un tavolo colmo di colori di frutta, arance, ananas, mele, zucchine, melanzane e pomodori, messi lì a disposizione gratuitamente per chi ne ha bisogno.
Un gesto nobile di Sameh Ayad, 34 anni che ha cercato nel suo piccolo di affrontare una delicata fase della pandemia.
Lo si legge nel cartello in bella mostra appeso all’esterno del suo esercizio.
“Dieci anni fa mi avete accolto, ora voglio dirvi grazie. Andrà tutto bene! Se avete bisogno prendete gratis la frutta e la verdura che trovate su questo tavolo”.
“Mi sentivo in debito con gli italiani e i bergamaschi mi hanno sempre voluto bene e per questo volevo ringraziarli in qualche modo”.
Ma Sameh ha ancora un sogno da realizzare, “quello di riuscire a far arrivare in Italia la moglie e le sue tre figlie.
E’ proprio il caso di dirlo “Finché ci sono persone come lui, vale ancora la pena vivere”


