LA RIFLESSIONE -Segni dei tempi. Razzismo, discriminazioni, disuguaglianze, deindustrializzazione

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La discriminazione (di razza, di religione, di appartenenza sociale) ci appare lontanissima e insignificante durante la vita perché riconosciamo, in tempo di pace, come sia tanto assurda quanto arbitraria. Ma quando la discriminazione ci colpisce direttamente – come è capitato mille volte a chi scrive – sentiamo che si tratta di un abominio, una malattia della mente e del cuore che crea differenza e distanza dove dovrebbero regnare comprensione e vicinanza.

Lewis Mumford (Flushing, 19 ottobre 1895 – Amenia, 26 gennaio 1990) è stato un urbanista e sociologo statunitense.

Culturalmente legato a Patrick Geddes, Ebenezer Howard, Henry Wright, Raymond Unwin, Richard Barry Parker, Patrick Abercrombie, Matthew Nowicki, a sua volta molto amato e spesso citato da Erich Fromm.

Si è occupato soprattutto, in un’ottica storica e regionalista, della Città e del territorio influenzando anche il pensiero di Colin Ward; da rilevare in particolare le sue analisi a proposito di Utopia (con l’importante evidenziazione del significato di Eutopia), sulla Città giardino e la collaborazione all’attuazione della New town inglese. Affrontò inoltre il tema della funzione simbolica e dell’espressione artistica nella vita dell’uomo.

Il 14 settembre 1964 ricevette la Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson.

Ci salveremo non accrescendo il nostro potere, ma riscattando la nostra umanità
Lewis Mumford

Metamorfosi del razzismo: antologia di testi su distanza sociale, pregiudizio e discriminazione.

Mauro Valeri, sociologo e psicoterapeuta, si è spento all’età di 59 anni. Ha diretto l’Osservatorio sulla xenofobia ed è stato responsabile dell’Osservatorio su Razzismo e Antirazzismo nel calcio. Ha insegnato Sociologia delle Relazioni Etniche all’Università La Sapienza di Roma.

Valeri aveva dedicato una riflessione particolare al caso italiano. Negli ultimi anni, infatti, oltre al razzismo tradizionale si stava imponendo una nuova forma di razzismo che si concentra molto più sul concetto di cultura che non di razza. Un razzismo strisciante che si sta insinuando nelle nostre società, soprattutto con gli slogan, ormai popolari, come “prima gli italiani”. Non si tratta di “razzismo manifesto” ma si fa leva sulle differenze culturali; una sorta di razzismo evoluto che vive soprattutto nel linguaggio di ognuno di noi come ci aveva raccontato al seminario di formazione “Sgomberiamoli!” promosso da Redattore Sociale con le sue “Le dieci trappole da evitare per chi scrive di immigrazione”. Il suo ultimo libro “Afrofobia. Razzismi vecchi e nuovi” trattava proprio la metamorfosi del razzismo, in un’analisi diacronica e sociologica. Dalla fase schiavista/coloniale, passando per quello dello Stato democratico, fino a quello di oggi, estremamente più subdolo e moderno.

Sebbene la nostra società non pare essere percorsa da forti correnti xenofobe e razziste, è altrettanto vero che gli episodi di aperto razzismo, dei quali sono protagonisti sia comuni cittadini sia operatori istituzionali, sono aumentati in maniera significativa. Di qui la necessità di mettere a punto degli strumenti teorici ed empirici con i quali cogliere gli atteggiamenti e i comportamenti tipici del rifiuto dell’altro e i diversi meccanismi sociali che producono il razzismo. Questa antologia presenta i testi sociologici più significativi e inediti in italiano, dedicati al tema del razzismo a partire dai primi decenni dello scorso secolo.