Li abbiamo visti, fuori onda compresi, umani anzi umanissimi. Sergio Mattarella e Papa Francesco, riferimenti per tutti, laici e cristiani, l’Italia e il Mondo. Mattarella ha ringraziato chi si batte in prima linea negli ospedali. Ha chiesto all’Europa, con garbo, di non tirare troppo a perdere tempo e a campare solo di rigore. Ha detto che gli italiani, in larga parte, seguono le regole. Ha ricordato le tante vittime di una certa età. Il fuori onda l’ha reso ancora più umano e vicino, il messaggio ripetuto all’inizio una seconda volta, i capelli erano mossi, nemmeno lui di questi tempi può andare dal barbiere, come tutti.
Poi l’immagine solitaria, dolente e forte di Papa Francesco in una piazza larghissima ma completamente vuota. Ha qualche problema all’anca, acciacchi. Ma la voce risuona forte nella sua benedizione speciale. La malattia che all’improvviso atterrisce l’umanità intera, che si credeva se non invincibile di sicuro superiore alla natura, al caos, all’improvvisa sconfitta generale che speriamo sia ovviamente solo momentanea.
Presidente e Papa restano riferimenti indiscutibili, comunque la pensiamo e la pensiate. Rappresentano il nostro Stato e la nostra Religione. E di questi tempi, caratterizzati dall’unione generale indispensabile per vincere la guerra in corso, le loro immagini rafforzano la voglia di farcela, di guardare avanti nonostante tutto.

