Coronavirus – vogliamo 11 leoni ma soprattutto Draghi…

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Nei momenti difficili ci vogliono persone all’altezza della situazione. Quando i mercati furono travolti dalla speculazione trovano di fronte uno all’altezza della tempesta: Mario Draghi. In queste ore confuse dove è evidente che né noi in Italia né in altri paesi abbiamo leadership in grado di affrontare quel che accade, ieri a tarda sera ho ritrovato quasi per caso quel che serve. Ha lo stesso nome e lo stesso cognome di chi ci salvò anni fa.

Perché Mario Draghi ha consegnato all’edizione on line del Financial Times (FT) un articolo che dà l’altezza della gravità di quel che sta accadendo e che inevitabilmente cambierà il mondo e le sue regole come le abbiamo conosciute fino ad ora. Il titolo già dice molto: “Siamo in guerra con il coronavirus e dobbiamo combatterla insieme”.

Qualcuno ce la farà così. Qualcun altro no, perché le perdite subite durante la crisi da virus faranno aumentare il debito privato non consentendo investimenti futuri. Potrebbero fallire, e visto che c’è la garanzia dello Stato comunque quei fallimenti avranno un costo pubblico. Ma per Draghi bisogna non farle fallire, e cancellare il loro debito che sarà caricato sullo Stato per tenere viva l’economia. Sulle prime un costo più grande, ma nel medio termine si capirà che è il solo modo per evitare voragini nei nostri sistemi economici e uscire il più in fretta possibile dalla recessione in cui piomberemo. “La velocità è assolutamente essenziale per l’efficacia. Di fronte a circostanze impreviste, un cambiamento di mentalità è necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra. Lo shock che stiamo affrontando non è ciclico. La perdita di reddito non è colpa di nessuno di coloro che ne soffrono. Il costo dell’esitazione può essere irreversibile”.