Nel Vangelo, la via da seguire

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Oggi, 25 marzo, ricorre la solenne festa dell’Annunciazione, e nello stesso giorno di 25 anni fa San Giovanni Paolo II, promulgava l’Enciclica “Evangelium Vitae”, ponendo l’attenzione sul valore e l’inviolabilità della vita umana.

Esiste un legame tra l’Annunciazione a Maria e il “Vangelo della Vita” che si traduce in un insegnamento, che mai come in questa fase storica diventa riferimento da considerare.

La pandemia in atto nel mondo minaccia l’esistenza dell’uomo e tutta l’economia mondiale.

Nel libro Varcare la soglia della speranza nel 1994 Giovanni Paolo II propone: “L’uomo afferma se stesso nel modo più completo donandosi. Ecco la piena realizzazione del comandamento dell’amore. Questa è anche la piena verità sull’uomo, una verità che Cristo ci ha insegnato con la sua vita e che la tradizione della morale cristiana, non meno che la tradizione dei santi e di tanti eroi dell’amore per il prossimo, ha accolto e testimoniato nel corso della storia.

Se priviamo la libertà umana di tale prospettiva, se l’uomo non s’impegna a diventare un dono per gli altri, allora questa libertà può rivelarsi pericolosa. Diverrà libertà di fare ciò che io stesso ritengo buono, ciò che mi porta un profitto o un piacere, magari un piacere sublimato. Se non si accetta la prospettiva del dono di se stessi, sussisterà sempre il pericolo di una libertà egoistica.

Ma una completa espressione di ciò la troviamo semplicemente nel Vangelo. Proprio per questo nel Vangelo è anche contenuta una coerente dichiarazione di tutti i diritti dell’uomo, persino di quelli che per vari motivi possono essere scomodi”.