Bancarotta Camino Real, chiesti venti anni ai soci

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Crac Camino Real, rischiano una condanna a cinque anni soci e amministratori. Il loro difensore invece chiede l’assoluzione. Intanto, spunta l’aggravante della recidiva.

Si attende il verdetto al Tribunale di Salerno per la vicenda legata al fallimento della nota discoteca che fino al 2009 è stata al centro della movida salernitana e non solo. Le posizioni degli imputati vanno aggravandosi a vista d’occhio, dito puntato sull’ipotesi della recidiva.

Il pubblico ministero Marinella Guglielmotti ha chiesto ai giudici della seconda sezione penale una condanna a 5 anni per tutte le persone coinvolte nella bancarotta della discoteca salernitana, quantificando in 200mila euro circa i danni totali.

Tutto ruota attorno alla mancanza di circa 140mila euro dalle casse della società e al fatto che dai registri non è possibile ricostruire la storia del patrimonio societario nonché della movimentazione degli affari. I soci e gli amministratori, secondo il pubblico ministero, sono responsabili a vario titolo di sovrapposizioni del registro dei corrispettivi, omissioni senza giustificazione nelle registrazioni di pagamenti effettuati nel 2007 a mezzo assegni, difformità tra saldi bancari e contabili, annotazione di crediti inesistenti.

Nel Crac del Camino Real sono coinvolte anche altre società amministrate dagli imputati, che hanno fatto ipotizzare l’aggravante della recidiva. Chiede invece l’assoluzione il difensore Antonio Cammarota