Un Poeta al Risveglio, Sergio Solmi

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Come un vento improvviso che m’investe
sei tu, vuota felicità d’esistere.
Tutto m’è uguale, nulla ha più sapore.
Tutto potrei, e nulla voglio.

Solo
così sentirti, anima, soffio, vano
della vita incantevole respiro.

Batte il mio cuore immobile nel tempo.
In te sola s’esalta, estenuata
libertà, bianco spazio, entro cui vedo
gli uomini farsi lievi ombre, scherzo
le cose d’impalpabili riflessi.

Lento mi schiudo a fiore del mio sonno,
ricolorisce i miei occhi l’aurora.
Simile ad un esangue iddio che sogni,
la notte soffocata a cui nutrivo
i miei pensieri, in fievoli parvenze,
in carnee nubi trasfiguro, in chiome
mutevoli di piante, in acque effuse,
tutto un leggero ed ebbro mondo esprimo
dalla carne rinata, e ne fiorisco
immortalmente il nero della morte.