“Il Coronavirus ha un impatto drammatico sull’economia, molti settori sono colpiti. Il lockdown è necessario ma rallenta severamente l’attività economica. La scorsa settimana ho detto che faremo tutto il possibile per sostenere l’economia e i cittadini, e oggi rispettiamo quanto detto. Gli aiuti di Stato sono i più flessibili di sempre e i vostri Governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie”, è la dichiarazione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in videomessaggio. E aggiunge: “Cosa mai fatta prima, abbiamo attivato la clausola di salvaguardia (general crisis clause)”, ovvero “stiamo allentando le regole“.
La Commissione Ue ha quindi attivato la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che consentirà ai Governi di “pompare nel sistema denaro finché serve“. Inoltre sono al vaglio tutti gli strumenti per alleviare l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus, tra cui l’allentamento delle norme sul debito per gli Stati membri e l’emissione di obbligazioni comuni per la zona euro, ipotesi, quest’ultima, rilanciata oggi dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista al Corriere della Sera.
Per Ursula von der Leyen, come ha dichiarato questa mattina a una radio tedesca, il blocco farà di tutto per stimolare l’economia “senza se e senza ma“. Quanto alla possibilità di bond speciali comuni per la zona euro, i ‘coronabond’, considerati improponibili fino a qualche settimana fa, von der Leyen assicura: “Stiamo guardando a ogni opzione, utilizzeremo tutto ciò che aiuterà in questa crisi“.
Il premier italiano Conte e il presidente francese Macron invece, già martedì durante la videoconferenza con gli altri leader Ue hanno chiesto un fondo di garanzia europeo e i coronabond per salvare l’economia. Contrari Olanda e Finlandia prima di tutti, poi Angela Merkel anche se più diplomaticamente. Ma Conte è chiaro: una situazione d’emergenza richiede mosse emergenziali. “È necessario un segnale di forte consapevolezza dello shock assolutamente straordinario ed esogeno che stiamo affrontando“, ha detto.
Il maxipiano europeo è allo studio della Commissione Ue e del Fondo salva-Stati guidato dal tedesco, Klaus Regling. Secondo le ultime indiscrezioni si lavora su due schemi che potrebbero anche essere complementari. Il primo prevede il lancio dei coronabond, titoli comuni della zona euro utili a finanziare la risposta alla pandemia. Dovrebbero essere emessi a tassi molto contenuti dal Fondo salva Stati. Gentiloni, commissario europeo all’Economia, questa mattina ha dichiarato: “Devono essere lanciati da istituzioni di mercato. La struttura più adatta è il Fondo salva-Stati, ma non ci siamo ancora. E’ una discussione che deve andare avanti“, ha aggiunto. “Temo che l’evoluzione della pandemia aumenterà la consapevolezza di tutti ad agire con strumenti innovativi, anche finanziari“.
Si studiano anche due opzioni alternative, visto che per Berlino potrebbe essere politicamente complicato il ricorso al Mes. Posto che per statuto la Bce non può emettere titoli, i coronabond potrebbero essere lanciati dalla Banca europea degli investimenti o direttamente dalla Commissione europea. In entrambi i casi li garantirebbero con il loro bilancio, per quanto inferiore a quello del Mes.
A Bruxelles contemporaneamente però, si sta studiando il ricorso al Mes come strumento per affrontare l’emergenza. Il piano prevede la mobilitazione dei suoi 410 miliardi di euro, per accedere ai quali è prevista una condizione: sottoscrivere un memorandum monitorato dalla Troika Ue. Ma se l’aiuto fosse contestualizzato solo al contrasto della pandemia?

