Coronavirus- l’accusa dei sindacati: “Focolai negli ospedali”

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Le organizzazioni sindacali Potere al LavoroUsb e Usla hanno indirizzato una nota stampa d’accusa a Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio dei Ministri), Roberto Speranza (Ministro della Salute), Vincenzo De Luca (Presidente della Giunta Regione Campania) e ad Antonio Postiglione (Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale). In un documento a firma di Mastriani e Gargiulo (Potere al lavoro), Lombardi (Usb) e Cangiamila e Bencivenni (Usla) vengono mosse pesanti critiche alla gestione dell’emergenza legata al coronavirus in Campania.

“Ebbene sì, le scriventi OO.SS. possono sostenere con forza, da verifiche fatte ogni giorno relativamente alla gestione dell’emergenza epidemiologica, che nei nosocomi napoletani covano focolai di infezione da COVID-19, in particolare nei Pronto Soccorso, che non impiegheranno molto tempo a manifestarsi.
E’ al risalto della cronaca di questi giorni la chiusura per sanificazione di ben quattro Pronto Soccorso campani presso: AORN A. Cardarelli, Ospedale del Mare, P.O. San Leonardo di Castellammare e P.O. Maresca di Torre del Greco. Questo è accaduto solo perché non si è saputo gestire adeguatamente pochi casi di Coronavirus lì pervenuti. E quando i casi saranno decine o centinaia come nelle regioni del nord Italia come si farà? Dobbiamo chiudere tutto?
Sono state installate, vicino ad alcuni Pronto Soccorso, tende della protezione civile per effettuare un pre-triage, praticamente chiuse e senza personale dedicato H24. Non esistono protocolli di intervento, percorsi dedicati per COVID-19 nettamente separati da quelli per le altre patologie, determinando, in tal modo, una inevitabile permanenza negli stessi ambienti, senza alcun filtro, di sospetti positivi COVID-19, operatori sanitari, familiari e pazienti con altre patologie. Ancora mancano i DPI, quei pochi disponibili sono in numero talmente esiguo che viene chiesto agli OSS di sanificarli, nonostante siano monouso. Non si sa, né si prevede, quando questi dispositivi possano essere disponibili. Agli operatori sanitari impegnati in prima linea sono state fornite mascherine chirurgiche che, come si sa, non danno garanzie per la protezione da COVID-19.
I tamponi, inspiegabilmente, non vengono fatti a tutti quelli che sono stati a contatto con i positivi accertati, né questi vengono messi in quarantena (per es. tutti gli infermieri, oss, medici, ecc. che a Napoli sono stati per giorni a contatto con i loro primari positivi), determinando, in tal modo, condizioni ideali per la diffusione del virus. Qualcuno ha anche affermato che i tamponi si fanno come previsto dal decreto ministeriale, ma qui non si tratta di rispettare o meno il decreto, si tratta di avere buon senso ed evitare la catastrofe. Se una Primaria ha infettato altri colleghi Primari, nell’ambito di un solo incontro avuto, a loro volta, quanta gente possono aver infettato questi Primari (accertati positivi) dopo gg. a stretto contatto col personale, specializzandi, pazienti, familiari, ecc…?
Alla luce di quanto esposto, le Scriventi ritengono che il dato ufficiale di contagiati per la Campania non sia veritiero poiché i tamponi non vengono fatti a tutti quelli che hanno avuto contatti con i COVID-19, soprattutto, non vengono fatti al personale sanitario che, sguarnito di mascherine e DPI, ha avuto contatti con i positivi”.