Scafati, ospedale. Per Carotenuto “Una struttura da potenziare e non da smantellare”

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Francesco Carotenuto di Scafati Arancione interviene sulla decisione comune presa dall’Asl di Salerno e dalla Regione Campania, di dedicare il presidio ospedaliero cittadino ai pazienti Covid-19.

Dopo quasi dieci anni dalla chiusura dell’ospedale di Scafati, pare che questa sia la settimana decisiva per riportare il nostro nosocomio al centro di una battaglia che vede tutti dalla stessa parte. Dopo dieci anni di condanne a morte, forse qualcosa nel medio e nel lungo periodo si può sperare.

Dopo anni in cui nessuno ha mai considerato questa città (quasi fossimo di serie C) da destra a sinistra, se non con indifferenza e snobismo, il “M.Scarlato” diverrà un polo di assistenza ai malati Covid-19 con 88 posti letto tra terapia intensiva e degenza.

Una scelta senza dubbio importante e delicata, visti i sacrifici a cui noi tutti siamo chiamati a fare, ognuno per la propria parte e che certamente dà alla nostra città un importante riconoscimento per la battaglia da condurre.

Due riflessioni necessarie: la prima non può che andare al personale sanitario, medico e paramedico che combatterà in prima linea e che necessita di tutte le garanzie e le sicurezze per svolgere con tranquillità il proprio lavoro in questa fase così concitata.
La seconda, più un auspicio, è quello di ridare dignità al nostro paese, affinché dopo l’emergenza, il “M.Scarlato” non venga riposto nel dimenticatoio e smantellato nuovamente, ma possa tornare ad essere un punto di riferimento per l’intero comprensorio con il ripristino del pronto soccorso.”