Scafati. Dopo la decisione dell’Asl di Salerno e della Regione Campania, di individuare l’ospedale cittadino come presidio per i pazienti contagiati da Covid-19, il sindaco torna ad esprimersi aggiungendo quella che egli sostiene essere una “ulteriore novità: a breve chiuderanno tutti gli ambulatori ed il punto di primo intervento del nostro ospedale. Ben venga blindare un ospedale destinato ad accogliere malati infetti, ma non si può concepire una struttura riconvertita in questo modo senza una tenda di pre-triage per l’accertamento dei casi, come è organizzato l’ospedale di Nocera Inferiore“.
Salvati conferma e ribadisce la solidarietà e l’accoglienza mai messa in discussione: precisazione dovuta “Per qualche tesserato politico o qualche leone da tastiera che, ovviamente, specula anche su questioni così delicate per alimentare, artatamente, stupide polemiche”.
“La nostra città è pronta a fare la sua parte per aiutare le istituzioni a fronteggiare l’emergenza, accettando di mettere a disposizione l’ospedale “Mauro Scarlato” per la gestione dei casi infetti. E’ però mio dovere, come sindaco e come medico, chiedere garanzie concrete per la mia città e per gli operatori sanitari che lavorano e lavoreranno all’interno del presidio.”
Secondo quanto sostiene Salvati, ad oggi, all’ospedale di Scafati, non ci sarebbero ancora le mascherine per chi lavora nella terapia intensiva e che verranno impiegate settimane per riadattare il nosocomio.
L’ultimatum: “Il Governo adotti, allora, prima tutte le misure di protezione per garantire la sicurezza di tutta la comunità, inviando anche forze militari per presidiare la struttura. Dobbiamo essere realisti. La situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro, quindi serve da subito la presenza fissa di mezzi dell’esercito”.
Le differenza tra Nord e Sud: “Qui siamo a Scafati, non a Milano, e il panico potrebbe scatenare reazioni incontenibili nella popolazione di fronte ad eventuali attese in zona filtro. L’ospedale deve essere BLINDATO”.
Il consenso: “Fatta questa premessa, e ribadendo tali richieste, accettiamo questa decisione di individuare il nostro ospedale per la cura dei positivi al Covid 19, nonostante sia una decisione imposta dall’alto, senza alcun confronto con il territorio, non concordata né con lo scrivente, né con le istituzioni locali”.
Le accuse: “Tutti si sono scordati del nostro ospedale: da Caldoro a De Luca. Non si possono chiedere ai cittadini scafatesi ancora, e solo, sacrifici. Ci avete tolto il pronto soccorso, ci avete estromesso dalla rete dell’emergenza. Volete utilizzare l’ospedale per la gestione del Covid? Blindatelo, dotatelo di tenda pre-triage per i casi da accertare e di tutti gli strumenti di protezione e sicurezza necessari, assicurandoci che, quando passerà questa emergenza, riavremo il nostro pronto soccorso”.
L’avviso: “Scriverò oggi stesso una lettera al presidente della Regione Vincenzo De Luca a cui trasferirò le richieste di una comunità intera, chiedendogli, tra altro, l’impegno per iscritto a riaprire il pronto soccorso del “Mauro Scarlato” una volta che sarà superata questa emergenza, e ovviamente di garantire condizioni di sicurezza per gli operatori sanitari e per tutta la città di Scafati. E’ un mio dovere. Da sindaco. Da cittadino scafatese“.

