Film a luci rosse con cittadini cavesi, ma forse è una bufala

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Da alcune settimane circola la voce di alcuni cittadini di Cava de Tirreni e di Baronissi coinvolti nella proiezioni di un film hard, “Cavesi a luci rosse”. L’uscita del dvd nelle edicole risale ad alcuni giorni fa, ma c’è qualcosa che non torna: dopo l’iniziale boom di vendite, queste stanno diminuendo sempre più. C’è puzza di bufala.

Pare che nelle scene erotiche non vi sia alcuna traccia che possa condurre al riconoscimento degli attori, né le ambientazioni sono familiari, così come gli accenti dei protagonisti, sicuramente italiani, ma senza alcuna inflessione campana nel modo di parlare. Le quattro scene girate sono slegate tra loro, la copertina del dvd è artigianale, così come le riprese che sono amatoriali, con il tocco del regista che traspare appena. Nessun indizio, insomma, che possa condurre a qualcosa che ritorni anche vagamente familiare.

Guardando alla casa di produzione, qualcosa di losco traspare: si tratta della “Valentino” che, da alcuni anni, fa circolare in varie città italiane film dello stesso genere con titoli simili, nei quali pare siano coinvolti abitanti delle zone limitrofe. Il fatto spingerebbe i curiosi ad acquistare il dvd in edicola così da creare un fenomeno mediatico. Alla visione della proiezione, però, si resta delusi: non c’è mai nulla che possa confermare o smentire l’identità reale degli attori.

Anche per quanto riguarda la distribuzione ci sono indizi che fanno presagire si tratti di una bufala: i dvd vanno comprati su ordinazione del cliente. L’edicolante, una volta raccolte le richieste, ordina telefonicamente o per e-mail le copie, che vanno pagate in anticipo dallo stesso. Una strategia di vendita che funziona perché gioca su un ingrediente immancabile nell’indole di ogni persona: la curiosità. In questa maniera si è vittime e complici di un gioco architettato ad hoc dalla casa di produzione per cui il fine, ovvero la vendita, giustifica i mezzi.

 

Assunta Rossi