Il coronavirus cambia il modo di lavorare. E lo “Smart working” per la Pubblica amministrazione smette di essere una sperimentazione per divenire ordinario e persino un obbligo. A svolgerlo sono quasi 600mila lavoratori in tutta Italia, un numero destinato a crescere. Smart working, telelavoro, attività senza un tempo fisso e uno spazio esclusivo, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Non è più un esperimento, ma un sistema di lavoro con un quadro legale di riferimento (Legge n. 81/2017). Una circolare emanata ieri dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, lo incentiva e lo rende per-fino obbligatorio negli uffici pubblici.

