Coronavirus, le regole e le paure, le speranze e i comportamenti

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In grafica le ulteriori novità consigliate o disposte dall’ultimissimo decreto del governo. Insomma per almeno un mese l’Italia dovrà cambiare o modificare stili di vita, modo di trascorrere il tempo libero, di godersi spettacoli eccetera eccetera. Possono sembrare misure pesanti. In realtà, in tempi modernissimi di relativismo spinto direbbero i conservatori o iper passatisti, lo sono per davvero. Il nostro Paese però è sottoposto a una prova, magari ne uscirà più forte e coeso di prima, soprattutto più responsabile e cosciente di prima, persino più solidale e meno propenso a buttarla sempre in polemica, conflitto o peggio caciara in ogni caso, dal condominio al comune, dall’ufficio al governo. Dipende da noi ma non solo da noi. In primis, rovesciamo stavolta la famosa frase di Kennedy, dipende dai comportamenti di chi ci governa in ogni ambito. Scelte e decisioni siano meditate e coerenti, nulla da sottovalutare pur senza esagerare in allarmismi. Le condizioni economiche, i danni, la mazzata tremenda in arrivo fa parte, secondo noi, delle sub considerazioni, importanti ma non prioritarie. Ora il Paese deve per così dire guarire dal Coronavirus, rimettersi in sesto, riprendere a vivere senza paure e incubi, trovare la forza di guardare avanti pur facendo un colpo di tosse.