E’ stata presentata ieri (4 marzo 2020), dalla Commissione europea, la “Legge sul clima” che renderà giuridicamente vincolante l’obiettivo di emissioni zero nette per il 2050. Ciò nonostante, per Greta Thunberg e le varie Ong, combattere la crisi climatica richiede azioni più immediate: “Non abbiamo solo bisogno di obiettivi per il 2030 o il 2050. Abbiamo bisogno, soprattutto, di obiettivi per il 2020 e per ogni mese e anno a venire“.
L’esecutivo dell’Unione Europea ha approvato la norma proposta in una riunione alla quale aveva partecipato anche la svedese Thunberg.
La normativa sul clima, che necessita dell’approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri, impegnerebbe il blocco a ridurre le proprie emissioni nette di gas serra a zero entro il 2050. Omette, però, uno degli obiettivi inclusi nella bozza: la “rimozione” netta di gas a effetto serra dopo tale data.
Secondo la legge, il 2050 sarà un obiettivo da raggiungere complessivamente a livello europeo, il che apre alla possibilità che alcuni Stati membri possano ridurre le proprie emissioni a zero in un secondo momento se altri paesi dovessero decidere di abbandonare il carbone prima.
La diciassettenne Greta Thunberg ha manifestato la sua delusione visto che la legge non affronta il problema dei prossimi dieci anni: “Emissioni nette a zero entro il 2050 per l’Ue equivale ad una resa. Significa rinunciare“, si legge in una lettera aperta a firma della Thunberg e di altri 33 giovani attivisti contro il cambiamento climatico.

