Nocerina, omaggio a Lino De Petrillo, il più anziano allenatore rossonero vivente

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Batte di poco Elia Greco, Giacomino Losi, Tony Pasinato e Roberto Balestri. Oggi festeggia anni 86 Lino De Petrillo, il rosso di Roccamonfina, casertano trapiantato da anni in Toscana. Il suo pragmatismo portò la Nocerina 73-74, matricola in C, a sfiorare grandi imprese. La sua squadra non segnava moltissimo ma lasciava le briciole ai difensori avversari. Padovano ed Esposito mordevano, Di Mascio parava tutto, il prof Portelli dava lezioni a centrocampo, Mambrin genialava, Cremaschi segnava da Panzer e così via. Poi andò via per tornare un decennio dopo, in condizioni di estrema difficoltà. Con le giocate di Roccotelli voleva salvare la Nocerina dalla retrocessione in C2, non gli fu possibile, la mazzata dell’aggressione all’arbitro Bruni di Livorno nel corso di una fatale Nocerina-Palermo pregiudicò tutto. Ma Lino, all’anagrafe Aquilino, è rimasto nei cuori di tutto, con il rosso di capelli e la giacchetta di velluto, col suo sano equilibrio del calcio di una volta. Ha allenato anche Tempio, Alghero, Olbia, Potenza, Campobasso, Messina, Catania, Benevento, Lucchese, Cosenza, Sorrento, Atletico Catania, Enna, Trapani e Rende. Ha trasmesso la passione calcistica al figlio Alessio, prima calciatore e poi allenatore. Nocera non l’ha dimenticato e lui non ha mai dimenticano Nocera.