NOCERA INFERIORE: Il richiamo dell’appartenenza per ricordare Corrado Ruggiero

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Ieri sera, nella sala della Biblioteca comunale è stato organizzato un incontro per ricordare la figura di Corrado Ruggiero, Professore al “Galizia”, Preside all’ITC “Pucci” di Nocera Inferiore, Ispettore scolastico a Milano, alla presenza di amici che hanno ricordato aneddoti di vita condivisa al lavoro e nel privato, delineando i tratti di una personalità curiosa e innovativa.

Gli anni della formazione trascorsi a Nocera diventeranno il legame indissolubile tra Ruggiero e una realtà che subirà profonde trasformazioni, non sempre positive, presente nei suoi scritti.

Ideatore della serata, il Professore Montoro che ha ritenuto doveroso ricordare l’amico e il collega con la relatrice Pina Esposito, il Sindaco Torquato, l’Assessore Fortino, e la partecipazione del figlio di Ruggiero, GiovanniMaria, proprio nel luogo della memoria.

Il professore Ruggiero è stato saggista, recensore di libri su Paese Sera, Repubblica e scrittore.

Nelle suoi libri, Nocera era un vero e proprio “personaggio” di cui si narravano le vicissitudini e le trasformazioni negli anni; in un periodo in cui nuove classi sociali sostituivano le precedenti e anche il linguaggio (dialetto) iniziava a subire cambiamenti importanti.

La nostalgia di Ruggiero, ricordano i colleghi, diventa il sentimento che avvolge la narrazione e diventa fendente per introdursi in una realtà ormai sfilacciata e irriconoscibile.

Il desiderio di condivisione di Ruggiero è stata una costante della sua vita, infatti, il Professore Bernardo Spera ricorda il giorno in cui l’amico gli rilasciò il primo dattiloscritto sulla scrivania della scuola con la tacita richiesta di ricevere un giudizio sul lavoro realizzato.

Il desiderio di scrivere un romanzo era forte in Ruggiero, ricorda Spera, e incitava tutti a leggere Umberto Eco per cui la narrazione procedeva attraverso quelle che definiva le 6 passeggiate nel bosco della scrittura, intendendo che la lettura di un testo richiedeva diversi livelli di conoscenza che si susseguivano ed erano finalizzati alla ricerca, da parte del lettore, del significato ultimo attribuito dallo scrittore al testo.

Il legame di Ruggiero con Nocera passava anche attraverso l’uso frequente del dialetto locale oltre che con il riferimento preciso ai nomi delle vie dove la storia si animava, definendone la toponomastica utile per ripercorrere la storia del luogo e dell’intero paese.

La figura di Ruggiero è quella di un uomo propositivo nella scrittura come nel suo lavoro di docente, aperto all’innovazione e ad una conoscenza diretta di quello che risultava accessibile solo tramite la lettura dei quotidiani o guardando la televisione; è grazie a questa visione della realtà che a Nocera arrivarono Guido Carli, governatore della Banca d’Italia e Severino Gazelloni, flautista d’eccezione.

L’affetto per i luoghi della sua giovinezza lo spingevano a sopperire alla mancanza delle risorse culturali, necessarie per lo sviluppo di un territorio che vedeva arretrato rispetto alle realtà del nord che ebbe modo di conoscere. Trasferitosi a Milano non mancò mai di farsi portavoce di quella modernità nei metodi d’insegnamento adottati nelle scuole con le quali entrava in contatto e, già nel 1984 introdusse i suoi ex colleghi del sud, all’insegnamento che prevedeva l’uso del computer, dei test di valutazione che sarebbero divenuti consueti strumenti di lavoro.

Il dovere di aggiornarsi rappresentava per Ruggiero un elemento indispensabile per svolgere al meglio il lavoro di insegnante; la consapevolezza dell’incapacità di leggere, interpretare e seguire l’evoluzione ancorandosi ai precedenti schemi di lavoro rappresentavano un limite da superare.

Nello scorrere di una vita sempre in corsa per agganciarsi al futuro, per Ruggiero le origini che svelano l’appartenenza ad una realtà, sono l’emozione che non si rinnega mai e la commozione che si perpetua nel tempo, rinsaldando il legame con il luogo nel quale si sono fissati i ricordi del primo periodo di una vita.