Il sociologo Bauman interpreta la paura

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Lo spettro della paura sembra caratterizzare il quotidiano sempre più intriso di incertezza ed instabilità. La paura diventa sempre più ingombrante e spiega il crescente disagio degli individui, osservatori inermi del dilagare della violenza fisica e non solo.

Lo spazio nel quale la collettività si muove, si sposta, agisce sembra permeato da una pericolosità che si estende a macchia d’olio. La fiducia scompare, risucchiata nella percezione del pericolo anche quando non è reale.

La paura regola ogni tipo di interazione inducendo all’errore nelle valutazioni e nelle azioni.

Il tema della paura è stato affrontato dal sociologo Zygmunt Bauman, osservatore arguto e solitario delle dinamiche sociali, nei saggi “Paura Liquida” e “Il demone della paura”.

Come si struttura la paura collettiva? Bauman ravvisa nel modo di intendere il progresso, il fulcro che ha trasformato una visione del mondo positiva in una destinata all’instabilità. Il progresso, da elemento legato all’ottimismo, è divenuto la causa di un certo fatalismo che induce a considerare il cambiamento un fenomeno che porta con sé affanni continui.

Gli individui nella collettività, stritolati in un’ansia cumulativa, foriera di una psicosi generale, cercano rassicurazioni in status sociali che promettono un’invulnerabilità, e sembrano placare il timore di sventure alla continua ricerca di una sicurezza mai completamente posseduta.

In questo modo, i ricchi si trincerano dietro lo smodato consumismo e i meno forti economicamente, confinano l’ansia in spazi lontani, attraverso l’autoalienazione dal sociale.

Il sociologo polacco afferma: “ come il capitale liquido è pronto a qualsiasi tipo di investimento il capitale della paura può essere indirizzato verso qualsiasi tipo di profitto commerciale, ma anche politico”. E’ questo il modo per rendere l’incolumità personale il pilastro di tutte le strategie di marketing, divenendo il riferimento principe nelle campagne elettorali e in tutti i manifesti politici. Lo slogan, secondo Bauman, è:”stai allerta che sei attorniato da chi può toglierti sicurezza e stabilità. Affidati a noi”.

Il capitale della paura continuamente si alimenta e diventa ancora più semplice il suo utilizzo commerciale e politico.

La fragilità del welfare e del sistema sindacato favorisce tutte le forme di populismo delle classi politiche dominanti che in una situazione di forte degrado sociale, come l’attuale, promuove l’idea di un illusorio Stato dell’incolumità personale che soppianta quello sociale.

E’ una tattica ben strutturata ai danni della collettività che diventa sottomessa e incapace di analizzare la situazione con obiettività.