Un tempo l’Agro-Nocerino-Sarnese era noto per le industrie conserviere. Lo scrittore Domenico Rea, oriundo della zona, dedicò un libro al rinomato pomodoro, dal titolo “Rosso Pomodoro”. L’ortaggio, a ragione, era considerato il petrolio locale perché dava da vivere a tante famiglie.
La crisi ha ridimensionato significativamente un indotto davvero importante negli anni passati e oggi, sono poche le industrie che continuano a dedicarsi a questa produzione.
E’ accaduto così, che nell’immaginario collettivo, l’associazione tra il pomodoro e il territorio è meno evidente e quando si parla di Agro-Nocerino-Sarnese scatta in automatico il nuovo binomio con il fiume Sarno. Purtroppo il connubio è tutt’altro che positivo tenuto conto dell’inquinamento del fiume che attraversa le zone di riferimento infestando i terreni, l’aria e le falde acquifere interessate.
Ieri sera, il gruppo nato spontaneamente per la salvaguardia dei cittadini, si è riunito alla presenza dei rappresentanti di varie Associazioni locali sensibili al problema per fare il punto della situazione e, i dati emersi sono piuttosto preoccupanti. Tra le Associazioni Cittadinanza attiva, il Comitato no vasche, il Tribunale dei diritti del malato, l’Amdot (Associazione Malati Organi e Trapianti), l’Associazione diabetici, che da tempo sollecitano l’accertamento delle responsabilità in riferimento al rischio di eventuali sversamenti nel fiume, si presume a carico delle concerie solofrane, e il monitoraggio della condizione ambientale generale attraverso l’azione dell’avvocato Anna Panariti, portavoce delle associazioni coinvolte.
L’Agro, come ricorda il ricercatore del CNR Rocco De Prisco, risulta essere il sesto bacino più inquinato al mondo dopo l’India e il Nepal. Il dato inquietante ha avuto delle ripercussioni concrete sulla qualità della vita degli abitanti del territorio che registrano l’incremento costante di forme tumorali sempre più aggressive e, come se non bastasse, un lavoro del 2001 ha rilevato l’incidenza delle malformazioni fetali, a causa dell’esposizione ai metalli pesanti nelle gestanti, in zona Fosso Imperatore a Nocera Inferiore.
Il registro dei tumori è fermo al 2012 e l’Asl non provvede ad aggiornare i dati che risultano necessari per monitorare una situazione sempre più critica, mentre ai cittadini non resta che constatare con rassegnazione, l’estensione di quella che può definirsi un’epidemia dilagante.
De Prisco ha fatto presente che il territorio versa in una situazione davvero allarmante perché esposto a criticità su diversi fronti. Accanto ai 5000 pozzi ad assorbimento privi di pareti cementificate che, quindi, favoriscono l’inquinamento nei pozzi presenti anche a 4-5 chilometri di distanza non monitorati, si sommano i dati sulle rivelazioni dell’aria che non risultano meno preoccupanti, basti pensare che nell’arco della giornata nella città di Nocera Inferiore per ben 35 volte i limiti dei valori delle polveri sottili sono superati abbondantemente; a cui si aggiunge l’utilizzo scriteriato dei pesticidi che favorisce l’insorgere del linfoma di Hodgkin; come se tutto questo non rappresentasse motivo di ansia, le rane osservate nel fiume mostrano mutazioni genetiche che permettono la loro trasformazione da femmine in maschi, spingendo a riflettere sull’aumento, apparentemente ingiustificato, dei casi nella popolazione adulta di infertilità; ancora, il numero delle leucemie impenna nei soggetti giovani, il cui sistema immunitario risulta compromesso e il numero di diagnosi di autismo aumenta.
Cosa fare di fronte a un quadro tragicamente reale come questo?
Il dottore Alfonso Schiavo ha evidenziato quanto risulti difficile dimostrare la relazione causa-effetto in ambito scientifico dei fenomeni osservati e spesso si preferisca parlare di correlazione lineare per giustificarne l’associazione logica. Ma poco importa la terminologia utilizzata dinanzi alla evidente condizione ambientale che appare compromessa e dovrebbe suscitare reazioni forti in tutta la comunità, che probabilmente non ha ancora chiara la gravità della situazione considerando come unico fastidio il lezzo proveniente dal corso d’acqua che percorre la città.

