La paura è un’emozione primaria utile perché attiva meccanismi di difesa necessari a preservare la sopravvivenza dell’individuo. Può condurre alla paralisi quando le situazioni bloccano la capacità di superare il disagio che comporta, oppure salvare, attraverso la possibilità di rendere più performanti azioni atte a risolvere difficoltà spinose.
Il libro del giornalista e caporedattore de “ Il Fatto Quotidiano”, Antonello Caporale, “Matteo Salvini– Il Ministro della Paura – edito da PaperFirst , analizza i processi che sono stati messi in campo per far leva sulla paura degli italiani.
Ultimo degli incontri con l’autore all’interno della rassegna “Ubik vista mare” a Vico Equense, nelle 144 pagine del lavoro, Caporale con la collaborazione della semiologa Bianca Terracciano ha analizzato tutti i video, condivisi sui social, nei quali l’attuale Ministro dell’Interno ha affrontato, attraverso il riferimento a parole chiave, temi caldi nel Paese.
La comunicazione risulta funzionale, in grado di stipulare con i cittadini un legame che alcuni definiscono “di pancia” perché basato prevalentemente su aspetti emozionali.
Il sapiente supporto di uno staff di esperti della comunicazione ha permesso la creazione di questa tipologia di rapporto con i cittadini, esasperati da una crisi economica epocale che ha travolto e distrutto lo schema politico-emotivo-culturale esistente. Fino ad ora, nessun politico si era spinto fino a questo punto.
E’ in questo scenario che parole come Invasione, Schifo, Felpa, Sovranità, Terrorismo, Ruspa, Pulizia, Schiavismo, si ricollegano al concetto di paura accendendo, nella collettività, il timore della perdita di un’identità, attraverso la minaccia alla sicurezza economica, sociale e culturale.
L’importante, in questa analisi, non è schierarsi, ma conoscere per comprendere; solo in questo modo il pensiero, qualunque esso sia, potrà dirsi consapevole.

