“Sulla questione della raccolta dell’olio vegetale esausto nel territorio comunale di Pagani si sta facendo un’enorme confusione”. Comincia così la nota a firma dell’associazione Progetto Comune in risposta alla polemica aperta dal gruppo “Raccolta Oli Esausti”, guidata da Aldo Padovano, fautore insieme ad altri rappresentanti di una manifestazione d’interesse per la raccolta dell’olio usato. “Crediamo – continua la nota di Progetto Comune – che la manifestazione di interesse promossa dal gruppo “Raccolta Oli Esausti” non tenga affatto conto del carattere di “volontarietà” così come si vuol far credere ma che, anzi potrebbe creare un ulteriore danno economico alle casse dell’Ente. La richiesta del gruppo guidata si sostanzia infatti come una sorta di “intermediazione ambientale senza autorizzazioni” e questo farebbe cadere lo spirito di gratuità che invece si vuol far passare. Ben inteso, non siamo contrari ad azioni di ingegno economico ma almeno lo si dichiarasse, così da evitare fraintendimenti in chi invece crede il contrario. Infatti, bene avrebbe fatto il gruppo a suggerire al Comune di Pagani di richiedere l’adesione direttamente ai Consorzi di Filiera che si occupano di recupero degli oli esausti. Questo eviterebbe, infatti, un doppio passaggio di mano come invece sostengono quelli di “Raccolta Oli Esausti”, con conseguente beneficio economico per il Comune di Pagani. La proposta protocollata da Padovano riconoscerebbe, infatti, all’Ente solo 150 euro per 1000 Kg di materiale raccolto quando basta semplicemente contattare i Consorzi di Filiera per rendersi conto che il prezzo riconosciuto per la stessa quantità di olio è quasi tre volte tanto. Nel doppio passaggio di mano allora i conti non tornano. Delle due, l’una. O il gruppo non sa fare bene i conti oppure questa richiesta, celata dal carattere solidaristico, in realtà, si sostanzia come in tentativo, mal riuscito, di fare impresa a danno delle casse del Comune di Pagani”.

