Ricorre oggi 14 febbraio l’anniversario numero 13 della morte di Peppino Di Florio, una perdita notevole, non solo per il giornalismo sportivo, che occupò buona parte della sua attività su giornali, radio e tv, ma soprattutto per il modo di guardare a Nocera, dall’alto, precisamente dalla collina di Parco Fienga, location che lui contribuì a far conoscere o ri-conoscere ai nocerini con servizi televisivi d’alto livello – indimenticabile quello con la regia di Enzo Ciancio e la voce di Ninì Cesarano – oltre che con passeggiate in macchina quotidiane assieme all’amico Massimino D’Alessio. Peppe a’ rovesciata lo chiamavano da giovane, quando si dilettava a giocare a calcio con improbabili acrobazie e capelli lunghi da scapigliatura poetica milanese trasportata in altro tempo e altri luoghi. Passato quel tempo, la sua passione, oltre al calcio, divenne il sigaro, fumato appena poteva, tra un articolo e l’altro, facendosi benevolo gioco dell’interlocutore di turno, boccate in direzione dello stesso. Insomma un personaggio vero e proprio, di gran qualità, capace di essere amico, sempre e comunque.
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