Nocera Inferiore, quella chiesetta dimenticata da tutti

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Fa parte del territorio della Parrocchia del Corpo del Cristo. L’ultima volta fu aperta, per circa una settimana, in occasione della visita pastorale in zona del vescovo Gioacchino Illiano. Era il 1990, gliela fece conoscere Padre Paolo Primavera, parroco del Corpo di Cristo dal 1973 al 2004, Si trova nella seconda parte di via Dentice, fa angolo con via Rea, si chiama Madonna del Parto. Ha resistito alla ricostruzione-riqualificazione della zona, durata anni e che ora viaggia verso il completamento, la zona degli spasari di Sperandei, tanto per intenderci. Cosa ci sia dentro, ormai, non lo ricorda più nessuno. Ma non parliamo di immagini sacre, ci riferiamo a quel che sia potuto accadere dopo trent’anni di chiusura totale. Visto che ha resistito alle nuove edificazioni confinanti – ed è già in merito – giriamo a chi di dovere e ruolo la missione di riaprirla, fa parte della storia non solo religiosa della nostra città. A proposito di storia, pochi secondi dopo lo scatto, incrociamo da quelle parti il professor Antonio Pecoraro, che ricorda benissimo cosa via sia dentro di interessante a livello storico e pittorico. Poi il discorso fatalmente scivola con lui su altro, cioè sulla riunificazione nocerina, coi distinguo che ci appartengono. Lui, che per noi resta ancora riferimento nobile e disinteressato dell’idea di riunificazione, però concorda col sottoscritto che situazioni di pura natura familiare o personale di qualche componente del vecchio comitato -diventato nuovo ma rimasto vecchio allo stesso tempo -abbia condizionato la vita di quella realtà rendendola pari allo zero a livello di attività e di confronto. Non avevamo dubbi sull’onesta intellettuale di Pecoraro, con lui ogni discorso resta interessante e ogni porta per lui resta aperta.

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