Ama il post tuo come te stesso, è il Vangelo del virtuale. Facebook ormai non ha bisogno di presentazioni: è il sito più visitato al mondo (il primato spetta ancora a Google). La mente geniale che ha ideato questo gigantesco servizio di rete sociale appartiene all’americano Mark Zuckerberg, che lo progetta inizialmente per essere utilizzato dagli studenti dell’Università di Harward. Venne lanciato il 28 ottobre 2003, mentre il diciannovenne Zuckerberg frequenta il secondo anno all’università di Harward. Zuckerberg utilizza le foto di riconoscimento degli studenti iscritti nella rete universitaria e le mette nel sito, che in pochi giorni totalizza migliaia di visitatori. Poco tempo dopo i responsabili dell’Università intimano allo studente la chiusura del sito per violazione della privacy e del copyright individuale. Mark rischia per questo l’espulsione, che poi alla fine non arriva. Nel gennaio 2004 lo studente, aiutato dagli amici Dustin Moskovitz, Eduardo Saverin e Chris Hughes (anche loro iscritti presso la stessa università) crea “Facebook” e lo estende anche agli studenti di altre due università americane: la Stanford University e Ivy League. Il sito come lo conosciamo noi oggi nasce il 4 febbraio 2004. Da quel giorno la nostra vita è cambiata. Abbiamo trovato il modo per trasportare su internet il Bar dello sport, della politica, del gossip a sfondo sessuale, delle polemiche sterili, del presenzialismo indefesso, delle foto fatte pure mente andiamo in bagno, dell’esibizionismo fine a se stesso, dei look coi filtri, della logica dei campanili con tanto di gruppi cittadini e persino rionali, delle commissioni di censura dei gruppi stessi, di pagine e pagine tutte uguali. Però c’ha fatto trovare o ritrovare amici, amori e c’ha connesso col mondo. Insomma pregi e difetti, ogni libro ha la sua faccia, come il rovescio di ogni medaglia. E meno male che ci sono i blocchi per chi rompe e diventa insopportabile, per chi si mostra Sailor Moon nella vita virtuale ma che in quella reale è Maluria in persona, insomma per chi predica benissimo e razzola malissimo. Per non parlare di account falsi persino di chi occupa ruoli istituzionali nella vita reale, account controllati e bersagliati oppure messi nel mirino da chi non ti sopporta o semplicemente non sopporta la verità, insomma come nella vita reale solo che la tastiera sostituisce il grido o il cazzotto. A 16 anni si è quasi maggiorenni, Faccialibro è cresciuto, forse non è migliorato, ogni crescita presuppone controindicazioni. Aggiustando il tiro, magari si va a segno. Dimenticavamo il finale alla De Pascale, nel senso di Carmine attore e regista paganese. Se vi è piaciuto fatelo sapere. Se non vi è piaciuto, fatevi tag e hastag vostri.

