Il consigliere Vincenzo Stile scrive:
La posizione dell’Amministrazione del Comune di Nocera Inferiore circa la vicenda del rinnovo e dell’autorizzazione delle terapie riabilitative al distretto 60:
In sanità ci lavorano duro tante persone, sanitari e amministrativi, una squadra, con l’unico fine di aiutare le persone malate.
A volte è tutto molto difficile: il limite è la parola budget. Ovviamente in una vicenda in cui coloro che lavorano sul territorio, tutti!, hanno fatto il loro dovere: dai dirigenti Asl, fino ai terapisti e a tutti gli impiegati che esaminano le pratiche e, in cui ognuno ha rispettato il proprio ruolo con dedizione e puntualità, è chiaro, però, che questa sembra essere una delle volte in cui, pur avendo rispettato i ruoli imposti dalla legge, il tutto non può essere soddisfacente dal punto di vista umano e sociale e soprattutto per le nostre coscienze.
Al punto in cui siamo ci vuole una svolta nella vicenda della autorizzazione e ri-autorizzazione delle terapie riabilitative nel distretto 60 dell’ASL Salerno. Tutti noi desideriamo uno sblocco di una situazione, che pur rispettando tutti i canoni burocratici vede il non sodisfacimento proprio di coloro che sono i destinatari degli sforzi di tutti i servizi sanitari: i pazienti. I bisogni di terapie neuromotorie sono aumentati in tutto il mondo e perciò anche da noi. Non c’è nessuna accusa da fare perché, lo ripetiamo, a volte rispettare il proprio ruolo è difficile e lo si deve fare, tuttavia in via umanitaria e ripetiamo, soprattutto in via umanitaria, chiediamo alla dirigenza ASL, di considerare con la massima sensibilità l’opportunità, o finanche la necessità, di continuare con la massima celerità ad autorizzare le terapie neuromotorie: sia quelle in continuità che le nuove, cioè tutte quelle che sono in pendenza al distretto 60.
Ci sono liste d’attesa nei centri ormai troppo lunghe, che superano i tempi sostenibili, perché l’unica certezza che abbiamo è che il ritardo di queste terapie, anche quando non siano salvavita (nel qual caso l’autorizzazione deve essere immediata), procura dei danni. Infatti iniziare un trattamento riabilitativo neuromotorio dopo tanto tempo da quando è stato prescritto è peggiorativo per quanto riguarda la prognosi finale e il risultato definitivo delle stesse terapie. E’ evidente che è molto importante, per valorizzare i soldi che lo Stato spende per dette terapie, iniziare il prima possibile. In questo modo si avranno i risultati migliori e in un tempo più breve, minimizzando i costi. Per questi motivi auspichiamo che ci si a una rapida autorizzazione e che, magari, dopo di essa si riparta da zero per stabilire, tutti gli attori in causa, un sistema che pur adeguandosi continuamente ai i fabbisogni e alla razionalizzazione, renda sostenibili le liste d’attesa e i tempi di inizio delle terapie.

