„Sedere o sedersi? Il Tommaseo non fu mai così in vena come nella lettera S del suo dizionario dei sinonimi. Nel si è l’idea di comodità: sedere in gogna (non sedersi). «Siede in cattedra chi ci va e ci sta per insegnare con cura e fatica; non pochi vi si seggono per sdraiarsi e far dormire a scosse.»“
Il ragazzo morto per scossa elettrica ieri a Eboli, probabilmente mentre tentava di appropriarsi indebitamente di rame, rivive purtroppo sui social. Una vera e propria gona mediatica, nel peggior stile Facebook, si è scatenata nel commentare i vari post giornalistici che raccontavano la vicenda, drammatica per il semplice fatto che è finita con la morte del protagonista. Ora lasciamo stare il gesto illecito e censurabile. Ma se non ci rendiamo conto che almeno davanti alla morte va esibito il cartello stop a certi commenti, a determinate prese di posizione, facciamo tutti – come genere umano – un passo indietro notevole a livello di relazione col prossimo, di senso della vita, di comprendere che tutti possono sbagliare e quindi anche pagare per lo sbaglio fatto. Perdere tempo prezioso in ogni caso per insultare o rovesciare commenti da tastiera su una morte ci sembra decisamente fuori dal mondo, almeno dal mondo così come noi lo conoscevamo, quello reale ovviamente, il virtuale invece continua a sorprenderci, quasi sempre in negativo.

