Cetara: “Shoah 2020”. Insieme per ricordare.

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Un’intensa giornata trascorsa tra riflessioni, racconti e ricordi ha segnato forte l’incontro con gli studenti della scuola di Cetara iniziato in piazzetta Cantone con il parroco Don Andrea Caputo ricordando Settimia Spizzichino, deportata ebrea italiana superstite, memoria storica della Shoah italiana. Amava Cetara e scelse quel vicolo della piazzetta come sua dimora di pace, un piccolo rifugio dai suoi incancellabili ricordi. Settimia non c’é più, ma i suoi racconti sono ancora testimonianza viva grazie ad Angela De Vivo, sua fraterna amica, sente il dovere di raccontare la sua adolescenza rubata.

I ragazzi, molto coinvolti nella riflessione e discussione di un tema, che resterá per sempre una delle pagini più drammatiche della nostra storia. E’ importante che i giovani, accompagnati dai loro genitori e dalle istituzioni, attraverso questi incontri si confrontino con il passato e con i suoi drammi, per innescare una riflessione necessaria sui temi della tolleranza, della violenza e dell’integrazione. Grazie alla compagnia Fusion, per aver saputo raccontare attraverso il linguaggio della corpo e della danza, un tema così difficile da affrontare con dei bambini. Ma alla fine del di questo interminabile tunnel dell’orrore una luce esiste. È così che termine lo spettacolo. Con un bellissimo messaggio di speranza.

La felicità di Roberto Benigni.

La felicità. cercatela, tutti i giorni, continuamente, anzi chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicità, ora in questo momento stesso perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi, ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo, in dote ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono, e molti di noi lo hanno nascosto così bene, che non si ricordano dove l’hanno messo, ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria, i cassetti, i comodini che c’avete dentro, vedrete che esce fuori. C’è la felicità, provate a voltarvi di scatto, magari la pigliate di sorpresa, ma è li. Dobbiamo pensarci sempre alla felicità, e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, fino all’ultimo giorno della nostra vita.