Italia: pensioni misere e benessere mal distribuito. Cresce il divario tra Nord e Sud

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Italia. Pensioni che sfiorano la soglia di povertà se si considera che un pensionato su tre percepisce mensilmente una cifra al di sotto dei mille euro lordi mentre il 12,2% dei pensionati italiani non supera i 500 euro.

Si tratta di pensioni misere che associate a un benessere mal distribuito, diventano una vera e propria piaga sociale.
Al 20% dei pensionati più poveri va poco più del 5% della spesa pensionistica complessiva, mentre i più ricchi ricevono il 42,4% del totale.

Queste disuguaglianze acuiscono il divario tra Nord e Sud visto che le regioni settentrionali  ricevono oltre la metà della spesa complessiva, e quello di genere, con le donne che rappresentano il 55,5% dei pensionati ma incassano il 44,1% della spesa totale.

Altro dato importante da tener presente è il paragone con gli stipendi: se l’importo nominale delle pensioni è aumentato del 70% in 18 anni, quello delle retribuzioni invece, è cresciuto solo del 35% nell’arco di tempo che va dal 2000 al 2018.

Il nuovo anno poi, è iniziato con un errore per le pensioni: a gennaio 2020, infatti, l’Inps ha sbagliato i calcoli emettendo assegni più bassi del dovuto ma presto ricorrerà ai ripari.

L’Istituto nazionale di previdenza ha erogato assegni errati per centomila pensionati. L’errore commesso è il risultato di una riduzione dovuta all’annullamento, sempre per sbaglio, del bonus Poletti: aumento previsto dal governo Renzi. Questo ha comportato la soppressione del conguaglio 2020 che avrebbe dovuto prevedere l’aumento 2019.

Le pensioni che hanno subito “il torto”, sono quelle comprese tra i 1.500 e i 2.000 euro circa ma non c’è da preoccuparsi perché l’Inps ha già reso noto di aver corretto l’errore: i pensionati riceveranno un rimborso per riparare all’errore nelle pensioni di gennaio 2020 e, con tutta probabilità, verrà inserito nell’assegno di febbraio. Inoltre, il rimborso sarà automatico.