Scafati, stadio. Il “benefattore” Di Massa ci è riuscito, lo ha aperto! Ma non mancano polemiche

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Improvvisa, repentina è giunta la notizia della riapertura dello stadio comunale. Riferimento è chiaro alla squadra cittadina, Scafatese, che torna di diritto nel suo fortino. Ma si tratta, finalmente, di una buona nuova per le tante realtà sportive, giovanili e non, del territorio.

Eppure la notizia ha comunque generato polemiche. Riapre lo stadio! Ma in che modo? Chi?

Presto detto. Pare che dietro il pressing per la riapertura della struttura ci sia Alfonso Di Massa. In quale veste? Un po tutto: primo eletto, uomo di fiducia dell’amministrazione, ma soprattutto, attualmente, vero e proprio “benefattore” della società di Cesarano. Di Massa, a onor del vero, da sempre ha mediato con i tifosi, la società e l’amministrazione. Dopo una “steccata”, stavolta è riuscito nell’obbiettivo. Si è fatto il possibile, l’essenziale, sotto l’occhio vigile del navigato politico scafatese. La benedetta spazzolatura del manto in erba sintetica, ripristinato il palo di sostegno della porta, ultimati gli spogliatoi, sistemate le bandierine e le panchine. Addirittura dopo circa 12 anni sarà ripristinato l’impianto audio della struttura.

Certo non si può avere tutto dalla vita, dunque ecco le polemiche. Tribune ospiti, spogliatoi campo “A” e rettangolo di gioco “campo B” sono inagibili. Ma a far storcere il naso ai tifosi è la capienza della struttura. C’è da far chiarezza. Alla gara di domenica, potranno essere presenti, all’interno della struttura, massimo 200 persone calciatori ed addetti ai lavori compresi. Dunque una disponibilità effettiva di 150/160 persone.

La notizia importante è che la squadra potrà usufruire della propria casa e su questo non c’è dubbio. Riconosciuti i meriti di chi si è effettivamente impegnato, adesso bisogna completare l’opera.