Stazione Vesuvio Est, da De Luca 20 milioni di euro

Il presidente della Regione Campania ha dato il suo placet per il progetto cristallizzato anni fa dal suo predecessore Stefano Caldoro. Esultano il sindaco e gli abitanti di Striano

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Stazione Vesuvio Est di Striano, arrivano 20 milioni di euro. Ferrovie dello Stato permettendo
Sebbene si tratti ancora di rumors, pare sempre più concreta la possibilità che il governatore della Campania Vincenzo De Luca abbia dato il suo placet per la realizzazione della stazione della Tav nel territorio. Il via libera giunto da Napoli riguarda un progetto per la costruzione della stazione di Vesuvio Est della Tav nel comune di Striano, nell’area di Longola (a pochi passi da Poggiomarino). Circa 20 milioni di euro dovrebbe costare l’intervento, volto al decongestionamento del traffico e al rendere più facile il viaggio di molti dei pendolari della zona. Va ricordato, infatti, che l’area è raggiungibile solo grazie alla circumvesuviana.
De Luca insomma sembrerebbe aver ceduto alle richieste del sindaco di Striano Aristide Rendina, tra i primi a battersi perché la stazione diventasse realtà. La sua causa, combattuta insieme a molti cittadini nonché sindaci del territorio, era finita anche sul tavolo regionale del Pd all’attenzione del capogruppo Mario Casillo così come del presidente della commissione Trasporti, Luca Cascone.

Si tratta di rumors, ovvio, manca ancora l’ufficialità, ma le voci che alludono alla possibilità che la zona abbia la stazione sono sempre più forti e sembrano sempre più veritiere: all’accordo, infatti, sembrerebbe esserci anche Grandi Stazioni.
L’unica difficoltà, al momento, sembrerebbe essere solo quella di Ferrovie dello Stato. L’azienda, infatti, dovrebbe variare alcuni dei suoi percorsi facendo fermare alla Vesuvio Est i treni veloci che dal Nord o da Roma devono raggiungere Salerno o altre località del sud Italia.
Ad ogni modo, Striano torna a sperare dopo il periodo di buio relativo alla decisione di Stefano Caldoro, ex presidente campano, che definanziò l’opera per coprire i buchi di bilancio e rientrare nel Patto di Stabilità.