RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Vi scrivo dopo aver letto l’interessante articolo “Nocera Inferiore, interrogazione della Villani a Bonafede su problemi e carenze del tribunale” pubblicato in data odierna sul portale, nel quale si riporta l’intervento della deputata dott.ssa Virginia Villani relativo alla denuncia delle precarie condizioni in cui versa l’ organico del tribunale di Nocera Inferiore, su segnalazione precedente del dott.Guido Casalino assieme a tutti gli avvocati del foro nocerino.La carenza della dotazione organica con cui è costretto a convivere il tribunale – si legge nell’articolo – [ lo ] colloca tra gli ultimi posti dei tribunali italiani per efficienza e qualità dei servizi, sebbene serva un bacino d’utenza molto ampio e tra i più popolosi d’Italia ..” Ed ancora “..la carenza di una dotazione organica sufficiente comporta ritardi negli adempimenti – si legge dalle parole della deputata - nonché nel regolare svolgimento dei processi, civili e penali, con un evidente disagio alla popolazione e all’ordine degli avvocati..”
La dott.ssa Villani data la situazione insostenibile evidenziata – riporta ancora l’articolo – chiede “..al Ministro di intervenire al fine di adeguare agli standard di sicurezza, gli edifici della cittadella giudiziaria e provvedere tempestivamente ad un incremento dell’organico a disposizione del Tribunale di Nocera Inferiore, al fine di garantire una giustizia, ad ora gravemente compromessa..”
Il mio nome è Luca Giovanni Amoruso, idoneo nel concorso bandito nel 2016 e primo dopo venti anni, costato ai contribuenti italiani ben 4 milioni e mezzo di Euro e membro del “Gruppo scorrimento graduatoria Idonei assistenti giudiziari” nato con l’obiettivo di denunciare l’assillante carenza di personale amministrativo nel comparto giustizia.
Senza entrare completamente nel merito dell’articolo, mi preme ricordare che il nostro sistema giustizia, imprescindibilmente, costituisce il fulcro fondamentale sul quale si regge l’intera società “civile” e che, com’è noto, regola e gestisce gli aspetti di civile convivenza dei cittadini, va ad assolvere al proprio delicato compito però, solo se “messo” in condizione di essere efficiente. Ne consegue che, laddove gli intenti del ministero sono quelli dell’attuazione di importanti riforme, come quella sul “processo breve” e quindi su quello civile/penale, occorre ricordarsi che tra i primi requisiti di cui ha necessariamente bisogno, si impongono il continuo ricambio ed apporto di personale amministrativo, donne e uomini, e la presenza costante di un organico di lavoratori dipendenti, che gli consenta e gli garantisca di mantenere costantemente un livello di efficienza, sotto il profilo della ‘performance’ in tutti gli uffici ed i distretti giudiziari e ultimo, ma non ultimo, di renderlo più elastico e quindi capace di garantire procedimenti sicuri ed al contempo veloci.
L’ obiettivo di tribunali, procure e corti d’appello è rientrare dalla carenza di organico per garantire efficienza e giungere tra l’altro ad una durata dei processi davvero ragionevole con un dimezzamento dei tempi attuali.
Secondo i dati del Ministero della giustizia, ad oggi, vi sono oltre 550 mila procedimenti pendenti e potenzialmente tramutabili in altrettante richieste di indennizzo per irragionevole durata, le quali finiscono spesso con un risarcimento concesso ai cittadini secondo il principio di equa riparazione e quindi un esborso da parte dello Stato per il ‘danno’ causato.
Considerato, quindi, anche il ‘risvolto’ economico, ci si dovrebbe indirizzare e con rapidità verso soluzioni effettive quali azioni di riorganizzazione degli uffici e implementazione degli organici che andrebbero a “snellire” certamente l’intero iter procedurale giuridico, mediante l’incrementazione intelligente del numero di quel personale amministrativo del quale tutti i distretti, nei fatti, sono fortemente carenti.
Acquisisce importanza pertanto un innesto più che immediato di personale amministrativo non dirigenziale come funzionari, assistenti giudiziari i quali, mediante costante aggiornamento ed approvigionamento di atti e documenti, svolgono importanti attività di supporto nei confronti dei giudici, agevolandoli nel cruciale esercizio della funzione giurisdizionale, ‘smaltiscono’ fascicoli arretrati, garantendo efficienza e continuità al distretto, andando a determinare, quindi, il beneficio di tutta la comunità.
L’ attuale piano assunzionale messo in atto dal Ministero non sarà sufficiente ad attuare in maniera piena e solida quelle che sono, nei progetti del Ministero , le riforme che vedranno protagonista il sistema giustizia tutto, laddove anche e soprattutto per effetto di quota 100 le carenze di organico si aggraveranno lasciando scoperti migliaia di posti.
Situazione che il Ministero della Giustizia ha ben presente già da un paio d’anni, da quando stilò la tabella di previsione dell’organico per ogni singolo distretto e le stime di pensionamento rilevando come, in assenza di nuove assunzioni, la scopertura avrebbe potuto compromettere del tutto il funzionamento degli uffici.
A ciò la “volontà politica” di assumere secondo il concetto della dotazione organica, ormai superato dalla c.d. riforma Madia che introduce invece il criterio del fabbisogno. Questo significa ricambio di personale, a cui accennavo, ( qui riferendomi in particolar modo alla figura di Assistente giudiziario ) ancora più elefantiaco; quand’invece sarebbe sufficiente procedere alle rimodulazioni delle piante organiche in base al fabbisogno degli uffici giudiziari ed in coerenza con il Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2019-2021, aumentando così il numero di unità dei profili strategici, come appunto quello dell’assistente giudiziario
Ne sono conseguiti (e non accennano a cessare), allarmi lanciati a grandi lettere da parte di molti, e forse troppi, tribunali, uffici giudiziari, procure e corti d’Appello, tutti accomunati dal bisogno immediato di personale amministrativo, mossi dall’effettiva e cronica carenza di organico che rallenta la legittima richiesta di giustizia da parte dei cittadini, e che possiamo facilmente leggere quotidianamente su tutte le testate giornalistiche, siano esse nazionali che locali.Chi si occupa di giustizia sa che un presidente di Tribunale, ad un certo punto, parlerà della mancanza di personale amministrativo nel proprio distretto.
Un assillo ed una ‘ricorrenza’ che si sono tramutati in dramma a Torino nel caso ‘Murazzi’, dove quel tale di nome Said Mechaquat, su cui pendeva l’esecuzione di una pena definitiva e che avrebbe permesso la sua carcerazione mesi prima del reato “Leo” impedendone molto probabilmente il fatale gesto, potè liberamente commettere omicidio a piede libero in quanto, rimasto giacente il fascicolo contentente la sentenza per nove mesi negli uffici della cancelleria, passato in giudicato, e non trasmesso in procura, potè agire a piede libero. L’ordine’ d’ufficio era quello di dare precedenza alle condanne sopra i 3 anni.
In alcuni distretti giudiziari le scoperture sfiorano o superano addirittura il 18%. A Bergamo ma anche Brescia, L’Aquila ed in molte sedi piemontesi, tra le quali il capoluogo Torino. Reggio emilia nella cui corte d’appello il personale amministrativo di assistenti giudiziari è sufficiente solo sulla carta ma non nei fatti. Napoli e molte citta campane.
Problema condiviso con Latina, la grande Procura di Roma, con l’acqua alla gola, dove i buchi del sistema amministrativo sono parte significativa di quello che poi diventa prescrizione. È notizia di pochissimi giorni fa l’allarme lanciato dal solo distretto della capitale in cui si registravano circa 400 carenze di personale unicamente nel suo organico.
Venezia, che ancora non riesce a definirsi fuori completamente da una situazione a tratti precaria per numero di personale amministrativo insufficiente pensando al reale fabbisogno.La scopertura media nazionale di uffici similiari – ripeto – supera il 10%.
Anche al Sud la situazione appare complicata: dopo Catanzaro, anche Siracusa, Ragusa hanno denunciato il serio timore di non veder reintegrato il personale amministrativo, in special modo di assistenti giudiziari, evidenziando la ‘difficoltà’ da loro registrata nell’ottenere trasferimenti e afflusso di nuovo personale.
A Vasto, in Abruzzo, dopo che gli avvocati ‘hanno alzato’ la voce o meglio ‘hanno incrociato’ le braccia in protesta alla carenza di personale, si aggiunge Lanciano, come si è letto in questi ultimi giorni prima del Santo Natale, in seria emergenza di organico, avendo problemi nello ‘smaltire’ fascicoli processuali e conseguente definizione dei processi. Solo per citarne alcuni.
Appare, quindi, ancora più lapalissiano il fatto che la ‘nostra’ graduatoria, costituita da ben 838 idonei assistenti giudiziari, nell’immediato disponibili, tutti finanziati ma “bloccati” in stand-by, e pur essendo stata integralmente finanziata, procede incredibilmente a rilento.
La graduatoria in oggetto, inoltre, rischia di scadere anzitempo, il 30 settembre 2020 con il pericolo di lasciare paradossalmente fuori idonei non assunti, in spregio della precedente proroga fissata al 31 marzo 2021 operata dal precedente Governo a seguito del blocco del turnover.
L’appello e ‘allarme’ rivolto dal nostro Gruppo Scorrimento Graduatoria Idonei Assistenti Giudiziari alle forze politiche tutte è quello di farsi promotori di un emendamento volto ad assumere in soprannumero gli idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria, nel tentativo di porre un freno all’emorragia che si avrà nei prossimi mesi per effetto delle cessazioni in tutto il dipartimento e risollevare gli uffici giudiziari dall’affanno, laddove l’amministrazione - non potrà provvedere ad assunzioni a esito dei concorsi banditi o da bandire prima del prossimo autunno – e la suddetta graduatoria rimane l’unico strumento fino a quella data!
Vi invio e segnalo pertanto, a nome di tutto il Gruppo Scorrimento Graduatoria Idonei Assistenti Giudiziari, il nostro comunicato stampa, la proposta emendativa per la riforma del processo civile/penale ed in occasione del “Milleproroghe” e un documento con l’attenta analisi dello stato assunzionale del personale amministrativo di fascia 2 F2, con la preghiera di far emergere questa condizione e di farVi portavoce, parimenti, della soluzione da noi offerta per uscire dall’impasse, pubblicandone il contenuto qualora lo riteniate opportuno, in forma di lettera o nella forma di articolo. Il fine nostro è sensibilizzare l’opinione pubblica, viste le emergenze, circa la situazione ravvisabile nel comparto giustizia e al contempo fornire nell’immediato le soluzioni applicabili.
Luca Giovanni Amoruso
Gruppo scorrimento graduatoria idonei assistenti giudiziari

