Scafati, bufera ACSE. Grimaldi e Berritto contro il manager in favore dei lavoratori

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Scafati. Torna la delicata questione circa la modifica dei contratti del comparto chimico – farmaceutico per la partecipata Acse. Il caso ha a che fare con un adeguamento di stipendio per 66 lavoratori che secondo Daniele Meriani, a cui ora fa eco la giunta Salvati, sarebbe troppo alto. Una faccenda complicata contro cui è immediatamente pervenuta la reazione di una parte della opposizione e del sindacato.

Secondo quanto afferma Michele Grimaldi l’Acse invece di occuparsi del ciclo di rifiuti a Scafati, è “probabilmente il migliore esempio – nel senso del peggiore – di come una concezione privatistica e autoritaria della cosa pubblica sia dannosa per la città ed i cittadini. E’ la dimostrazione che la politica non è mai neutrale”. 

“Quali sono i risultati di questo manager dell’Acse dopo anni di odio verso i lavoratori, di scelte contrattualistiche imperniate sulla precarietà e quindi sulla maggiore subalternità delle maestranze, di costi ed inefficienze scaricati sulle casse dell’Ente, di ecobaratti senza premi, di soldi spesi per investigatori privati e cartelloni pubblicitari auto-celebrativi, di una concezione del decoro punitiva e coercitiva verso le fasce più deboli?”, s’interroga Grimaldi.

Che la città di Scafati continua ad essere invasa da cumuli di immondizia, le strade a non essere spazzate, la raccolta differenziata a non crescere nonostante i giochi di prestigio, le tasse ad essere tra le più alte della Regione. D’altronde gli unici ad essere soddisfatti dall’attuale stato di cose sono solo due categorie: il Sindaco e la sua Giunta, che così come al solito possono non assumersi nessuna responsabilità e dire che operano in continuità con la Commissione straordinaria qualche politico che spera di essere riciclato o promosso nel futuro Consiglio di amministrazione dell’Acse.

Per Grimaldi di tratta di un ennesimo “combinato disposto di inefficienza amministrativa e cattiva fede politica prodotto dall’amministrazione Salvati. Che continua si ad ‘andare oltre’, ma oltre la decenza.

Non è di diverso avviso Giovanni Berritto (CGIL) che, pronto a difendere i diritti dei lavoratori in ogni sede, sostiene come non possa il manager Meriani agire in solitaria, in totale autonomia senza prima aver ricevuto parere positivo da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

Il prossimo 16 gennaio avrà luogo una assemblea pubblica tra i lavoratori e Daniele Meriani nella speranza si possa trovare una sintesi e a poco servirà la benedizione di qualche prete che, come qualche anno, anche oggi ha deciso da che parte stare.