Il 29 dicembre si è svolto in Piazza Diaz a Nocera Inferiore il presidio organizzato dal Movimento per l’uguaglianza genitoriale per promulgare l’idea di bigenitorialità promulgata nella Legge n. 54 del 2006.
Presenti tanti padri separati che hanno manifestato pacificamente per sottolineare l’importanza di porre in atto la legge del 2006; tante le storie familiari a ricordare la sofferenza che c’è sempre in ogni separazione.
I padri aspirano a fare i padri e ad essere presenti durante la crescita dei propri figli, ma spesso anche di fronte a sentenze che determinano l’affido condiviso, la rabbia e il rancore prendono il sopravvento e tutto si complica.
È un round che si gioca sul ring della vita e che purtroppo non decreta un vincitore, è davvero difficile liberarsi dal peso del fallimento di un’unione nella quale probabilmente si credeva fortemente.
Marco Albani ne sa qualcosa, è un padre separato che ha intrapreso una battaglia per affermare il proprio diritto ad essere padre.
Il signor Albani, già in passato, ha portato a conoscenza degli organi di stampa, la procedura messa in essere attraverso l’Interrogazione Parlamentare presentata dal Senatore Avv. Simone Pillon al Ministro di Grazia e Giustizia Avv. Alfonso Bonafede, per verificare se il Sindaco di Castel San Giorgio, Avv. Paola Lanzara, potesse ricoprire il ruolo di Amministratore e di Procuratore Legale della controparte, all’epoca dei fatti, cioè quando fu richiesto l’interessamento dei servizi Sociali nello stesso comune da lei amministrato.
Probabilmente toccherà alla Procura della Repubblica valutare se il conflitto d’interesse ci sia stato.
Nel frattempo Albani ha richiesto una verifica, datata 3 dicembre del 2019, al Comune di Castel San Giorgio per le presunte e numerose assenze e i frequenti permessi di uscita anticipata del figlio minore iscritto alla Scuola per l’Infanzia di Lanzara.
La preoccupazione per le reiterate assenze del minore, che risulterebbe affetto dal disturbo dello spettro autistico, secondo quanto dichiarato dal padre, e che in classe sarebbe seguito da un insegnante di sostegno, sarebbe determinata dal mancato e valido supporto delle docenti, tenuto conto della patologia del bambino per il quale sarebbe previsto un apposito orario di entrata e uscita dal plesso scolastico per seguire un percorso che si svolgerebbe presso il Centro Renzullo a Nocera Inferiore.
L’Albani ha segnalato agli organi di stampa, che nei 30 giorni previsti dalla legge per fornire una risposta, niente si è mosso; i servizi sociali, afferma, non sono intervenuti come prassi e il giorno 3 gennaio 2020, lo stesso si è visto costretto a procedere con una diffida ad adempiere, invitando l’Amministrazione comunale a rispondere fornendo delucidazioni in merito entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta come stabilisce l’art.328 comma 2 c.p.

