RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Le voci che si rincorrono, gli articoli pubblicati sui quotidiani, le affermazioni postate sui social, hanno parzialmente descritto l’accaduto la notte di Capodanno presso la struttura Mediateca Marte, sviando alcuni punti sui quali focalizzare l’attenzione, soprattutto per evitare il verificarsi di analoghe situazioni incresciose. Sono interrogativi che giriamo volentieri al Sindaco e all’assessore al ramo Del Vecchio. A parziale difesa dell’Amministrazione, è stata confermata l’emanazione di una diffida. Necessaria ed indispensabile, una volta resisi conto che stava per organizzarsi un evento di pubblico esercizio, ovvero un veglione,lontano un miglio dai canoni delle regole pattuite a suo tempo dalla gestione del “Marte” e l’Amministrazione Comunale. Pare che detto accordo risalga ad un periodo precedente al 2015, frutto di una gara cui partecipò un’ ATI, con alcune particolari prescrizioni. Nasceva questo spazio per dare respiro alla cultura mediante manifestazioni che dessero risalto all’arte e cultura come attività principale è solo in casi particolari, quale attività meramente accessoria, concedere la struttura per qualche festa privata, proibendo la possibilità di fare bar per il pubblico di effettuare ristorazione ed eventi per pubblico esercizio. Durata stabilita per questa gestione, nove anni, ed a dispetto di questa fondamentale caratteristica del “Marte” si è assistito in questi anni ad uno stravolgimento delle regole, fino ad arrivare, nell’ultimo periodo, a tramutare l’immobile, che si sviluppa su tre piani, in un punto di ritrovo per musica, aperitivi, intrattenimento, insomma un locale alla stregua di tutti gli altri, presenti al Borgo di Cava de’ Tirreni, esercitando una concorrenza sleale, a dispetto di tutti gli altri adibiti già di per se’ a fare questo tipo di attività. Ebbene, se diffida era stata trasmessa ai responsabili della struttura, per quale motivo non era presente nessun componente del Comune, ivi compresa una squadra di vigili, per assicurarsi che fosse rispettato il dettame del Sindaco? Ricorderà il Servalli che deteneva la delega alla cultura, che durante il mio mandato assessoriale in qualità di preposto alle “attività produttive”, pur non rientrando nella delega di competenza, gli avevo segnalato simile incongruenza della struttura Marte, passata come tante altre indicazioni, nel dimenticatoio, abitudine protrattasi anche negli anni a seguire (assessore ai Lavori Pubblici, assessore ai Sevizi Sociali) da parte del primo cittadino. Mi chiedo e rigiro la domanda sempre al Sindaco: a cosa serve imporre la chiusura per cinque giorni, quando, in tema di sicurezza, l’importante è prevenire e non apporre sigilli “post”, dovendo elevare la contravvenzione a tempo debito. E poi Fidando, poi, in quanto riportato dalle cronache, è legittimo chiedere se l’organizzazione della serata (nottata) sia stata in capo all’ente gestore affidatario oppure sia stata affidata tout court ad altre persone, che risulterebbero, secondo voci di corridoio, i nuovi affidatari della struttura in sub concessione o sub locazione in barba, tutto ciò, alle disposizioni che regola la convenzione.
Cava civile, Enrico Bastolla

