Sarà il tempo che passa, sarà l’atmosfera in una sera d’inverno, sarà la rassicurante presenza di una cantautrice come Grazia De Michele, mai chiassosa né arrabbiata, come è tanto di moda adesso, a rendere la serata di ieri davvero piacevole.
Un’artista a tutto tondo che ha fatto della sobrietà il suo marchio distintivo.
Ieri sera è stata ospite a Cava de’ Tirreni per presentare il suo primo romanzo “Apollonia” – Castelvecchi Editore.
Una storia intrisa di ricordi, quelli di una bambina, di una ragazza e poi di giovane donna alla ricerca del proprio posto nel mondo.
Il luogo dove le vicende si svolgono è Castel San Giorgio, comune della provincia di Salerno, dove la De Michele ha vissuto prima di intraprendere la carriera musicale, e che spiega la conoscenza del dialetto di alcune zone della Campania.
Un libro ironico, che fa sorridere come ben ci si è resi conto, dalle letture dell’attrice Cinzia Ugatti e di Claudio Lardo, quest’ultimo anche moderatore dell’incontro.
Leggerezza e profondità sono alla base della narrazione che ripercorre la crescita, i turbamenti, i desideri nella piccola provincia.
Una Grazia De Michele inedita che ci fa entrare nella propria vita, perché intenta a fissare momenti della vita passata nelle pagine di un libro, e condividerli.
Un finale in musica, nel palazzo di città, per riascoltare pezzi di qualche anno fa, che conservano la freschezza del primo ascolto, e quelli nuovi raccolti nell’ultimo album “Sante bambole puttane”, che rimarcano la costante attenzione per la condizione femminile di cui la cantautrice più volte si è fatta portavoce.
Le donne sono spesso vittime di etichette che non corrispondono alla effettiva condizione che vivono: sei santa, bambola o puttana, ma nessuno sa nulla di te, nessuno cerca di approfondire e si basa su ciò che osserva e costruisce barriere.
La creatività è sempre la stessa, canzoni di ieri sempre attuali, canzoni di oggi che tratteggiano umori del tempo presente con la consueta sensibilità, senza mai risultare già sentite.
Una forza che risiede nella passione per le parole che flessuose si posano su note che si alzano e abbassano senza scosse improvvise, ma capaci di scuotere, di far pensare, di descrivere ciò che ci circonda.
Una per tutte Le ragazze di Gauguin, e poi un’altra io e mio padre, e poi ancora Solo i pazzi sanno amare, e poi Se io fossi un uomo, e poi Anja del settimo cielo, e poi Lora e ancora …

