La Riflessione – I buoni maestri ci sono ancora, a Nocera e altrove

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E se per una volta parlassimo di buoni maestri… A Nocera e non solo a Nocera ma nell’ipotetica città dell’Agro che chiameremo Terra Nostra, ve ne sono ancora tanti. Diceva Pannella che il suo amico Montanelli era stato cattivo maestro ben più di Tony Negri, dicendo agli italiani di turarsi il naso, di convivere con il guano e di votare per il guano. A Nocera e dintorni i buoni maestri sono ancora tanti. A scuola, nelle parrocchie, nelle associazioni, nei movimenti, nei luoghi di lavoro, negli ospedali. Anche nelle famiglie. Poi ci sono gli abatini, i finti buoni maestri, quelli che firmano liste elettorali, che occupano posti di responsabilità e contemporaneamente lanciano messaggi politici da quei posti in sfregio di ogni conflitto non diciamo d’interesse ma almeno di possibilità di starsene per una volta zitti, quelli che avallarono candidature di persone ancora oggi sotto processo. E ci sono, dispiace dirlo, pure le monache spogliate, femministe e mammiste da tastiera, diaboliche persone angeliche nel nome, che coprono le magagne dei figli con la giustizia – denunce a scuola o qualcosa di simile poi evitato per telecamera sfuggita di mano magari corrompendo l’amico tutore dell’ordine – o che gettano benzina sul fuoco pur non avendo nemmeno diritto al distributore… Nocera, non solo Nocera ma l’intera Terra Nostra, è fatta di tanta gente perbene. Di ogni ceto sociale, al centro e in periferia, in città o in campagna. Che non sniffa, che non fuma canne, che non esagera nel bere, che non ha condanne in sospeso, che paga le multe, che non chiude a chiave nel cassettino della stanza da letto contemporaneamente spinelli e cremine anti-rughe, che non assume come religione o morale il vuoto pneumatico, che non mette cimici nell’auto del consorte per spiarlo, che insegna a non rubare, che dà esempi di onestà e di solidarietà, che non evade le tasse, che fa la differenziata, che non gode di raccomandazioni, che non cerca di coprire abusi edilizi, che s’interessa di parenti e familiari disabili pur rinunciando a una parte di vita, che s’indigna quando è giusto indignarsi e s’impegna quando è giusto impegnarsi. E qui credeteci il concerto dell’altra sera non è in discussione, Clementino può cantare all’infinito quel che vuole, sono solo canzonette diceva Bennato. E’ in discussione il non rassegnarsi al fatalismo amorale che ha invaso tante realtà del nostro vivere quotidiano. Non facciamo i finti tonti, seguiamo le strade giuste – il termine maestre assomiglia troppo a un determinato cognome non lo useremo più. Viva i genitori seri di Nocera e dintorni. Sono tantissimi, come di figli che hanno preso e prenderanno il meglio da tali genitori.