Cava de’ Tirreni, incubo di Capodanno vissuto e descritto da una ragazza

0
58

«Notte di Capodanno in un locale a Cava de’Tirreni. – esordisce la ragazza – Organizziamo un tavolo di 24 persone pagando 30€ a testa, fin qui tutto normale. Ci avvisano che essendoci circa duemila persone avremmo dovuto presentarci davanti al locale entro l’una di notte, e così abbiamo fatto. Ecco lo scenario al nostro arrivo: una quantità immane di persone ammassate davanti all’ingresso del locale, nessuna transenna, nessun servizio d’ordine, nessuna fila, solo un’orda di gente stipata in quella piazzetta. Cerchiamo di formare una fila tra noi del tavolo, in circa un’ora riusciamo ad arrivare quasi davanti all’ingresso tra spintoni e urla di rabbia della gente. L’ingresso era largo un metro che veniva chiuso a tratti da due bodyguard intenti a urlare e insultare le persone che avevano pagato e avevano il diritto di entrare, mentre facevano entrare persone a caso. Nessuna lista, la “selezione” era la seguente :” Uno, due, tre, quattro, cinque, entrate!” indicando gente random».

«A me è stata schiacciata una mano, niente di grave. – conclude la ragazza – Bastava che qualcuno perdesse l’equilibrio, che qualcuno rispondesse male agli insulti e agli strattoni di quell’ubriaco, che quella bottiglia di plastica prendesse l’occhio di qualcuno, bastava una minima scintilla per sfiorare una tragedia. Fortunatamente non è successo, ma c’è bisogno che la gente sappia, che questi criminali non si sentano legittimati ad infrangere la legge in questo modo solo perché chissà per quale miracolo nessuno si è fatto male, devono sapere che non possono uscirne illesi. Non si possono aspettare i prossimi ragazzini morti per colpa della disorganizzazione degli altri prima di fare qualcosa. E soprattutto che le forze dell’ordine controllino maggiormente il territorio».

fonte il PORTICO