L’ultimo impegno rossonero del 2019 l’ha onorato la Juniores, scendendo in campo, nel freddissimo pomeriggio odierno, coi pari età della Rocchese in un test a campionato fermo fino a gennaio per prolungata pausa. Pierino Celentano, detto Alemao, e dal custode per eccellenza Raffaele Scarano fanno gli onori di casa. C’è mister Paolo Lieto, gli fanno compagnia i fedelissimi collaboratori Giovanni D’Alessandro e Carmine Desiderio. Solita presenza discreta e professionale quella del medico sociale Giovanni Celentano. Sotto ragazzi, si comincia con un 4-4-2 sperimentale – di solito il modulo di quest’anno è il 4-3-3- per vedere all’opera qualche recente aggiunta al gruppo. In porta ci va Milite. In difesa ci sono Falciano, Piscitella, Guarracino e Mangiacapre. A centrocampo vanno Padovano, Colazza, Manzi e D’Alessio. In avanti ci sono Carotenuto e Lodato. Nel corso della sfida, spazio anche a Fortino, Tarallo, Rispoli, Cioffi, Tortora, Di Lauro, De Rosa e Somma. Assenti giustificati Monetti, Cuccovillo e Mosca. Finisce 3-2 per la Nocerina. Dopo il primo tempo terminato a reti bianche, segnano per i rossoneri Colazza, Carotenuto e Rispoli mentre per la Rocchese vanno in gol Izzo e Falzone. E’ stato ritesserato l’attaccante Pierluigi Carotenuto, una bella notizia. Confermato l’ok per il difensore centrale Michele Guarracino, fisico interessante, l’anno scorso alla Sarnese, quest’anno al Portici. Altro volto nuovo, centrocampista proveniente dal Real Poggiomarino, si tratta di Andrea Manzi. In difesa, infine, Ciro Falciano, cresciuto nella sarnese Aquilotti. Paolo Lieto, il mister della costiera, è sereno. All’inizio eravamo in pochissimi, abbiamo superato le grandi difficoltà, la squadra si è assestata e ha chiuso bene il girone d’andata. In tempo di mercato, qualche ragazzo è andato via, qualche altro arrivato. Siamo contenti per il portiere Scarpati promosso in prima squadra. Contiamo di fare ancora meglio nella seconda parte della stagione. Nocera, anche come settore giovanile, merita molto di più. A noi interessa lavorare per il futuro, sperando di porre le basi per qualcosa di positivo.













