Nocera Inferiore, Paolo Barca ma anche Janet Agren…

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Non mancate alla prima presentazione del libro “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana” di Christian Liguori, che si terrà presso la Biblioteca Comunale domani 27 dicembre. Ore 18. Attenzione, non confondete l’immaginifico Paolo Barca con Fabrizio Barca, il politico-non politico, che con più intelligenza programmatica di Calenda – ma qui ci vuole veramente poco – voleva cambiare con numeri da minoranza il futuro di quel che ancora oggi resta il maggior partito a sinistra – sull’esatta collocazione liberi di dissentire.Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista, è un film del 1975 di Flavio Mogherini, interpretato da Renato Pozzetto. Barca, giovanottone milanese che vive con la nonna contessa una vita frivola e passa periodi estivi in campi di nudisti, vinto un concorso di maestro elementare, viene destinato a una scuola di Catania ove si trasferisce. Il suo comportamento anticonformista, fatto di apparente ingenuità e di abbigliamenti antisociali provoca le prime reazioni di Orazio Direttore Didattico; ma gli attira le simpatie delle varie colleghe “solitarie” cui si concede con noncuranza. Ma un impatto con la strana e ipocrita mentalità dell’ambiente siciliano si manifesta in maniera pesante quando Paolo risponde chiaramente alle domande dei piccoli alunni su materia sessuale. Le reazioni, i cambiamenti di classe si succedono dimostrando che quanto il personaggio rappresenta è oggetto di condanna puritana e convenzionale, ma lascia il segno.Con il tempo, riuscirà a cambiare qualcosa sia nella scuola che nel suo carattere. Il soggetto, insieme al futuro regista Massaro, portava la firma di Ugo Pirro, nome d’arte di Ugo Mattone, battipagliese di nascita, nominato a due premi Oscar nel 1972 per la sceneggiatura originale di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e per la sceneggiatura non originale de Il giardino dei Finzi-Contini. Il film si burla dei pregiudizi dei vecchi educatori con scenette buffe e parentesi surreali, talvolta di dubbio gusto e di scoperta derivazione felliniana, ma probabilmente gradite alle grandi platee, cui fin dal prologo (per la prima volta in Italia giovani gruppi di nudisti appaiono sullo schermo) si promettono ghiottonerie. Tra gli altri attori, spiccano Paolo Borboni, Liana Trouché, Magali Noël, Janet Agren, Valeria Fabrizi e Miranda Martino ma soprattutto Stefano Satta Flores, proprio lui, il professore del Vico di Nocera che nel film di Scola, C’eravamo tanto amati, doveva scontrarsi col preside del Liceo sulla necessità post bellica e oltre di un giudizio sul neo-realismo, tra gli stracci che una certa Dc non voleva mostrare e gli stracci che il Pci voleva proporre a futura memoria. Tullio Kezich distrugge il film con Pozzetto: “Una barzelletta da caserma raccontata da un’esteta”. Mereghetti non è da meno: “Gli intenti seri stridono sia con le battute un tanto al chilo da un Pozzetto che viveva già di rendita sia con le bizzarre divagazioni oniriche e felliniane di Mogherini”. In realtà, secondo il nostro modestissimo parere, gli intenti non erano quelli di fustigare l’arretratezza culturale del sud né di lavorare sulla liberalizzazione sessuale. L’intenzione è soltanto di far ridere con un pizzico di trasgressione. La bellissima Janet Agren che si concede alla visione degli occhi in alcuni plastici ad esempio riempie la scena dopo averla svuotata di vestiti.