Un libro a colazione – “Graffi” il romanzo di Claudia Squitieri

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Il romanzo Graffi, Capponi editore, opera prima di Claudia Squitieri, si presta a diverse chiavi di lettura. In primis la storia di due amiche unite dallo stesso destino: quello di essere adottate.

Il trasferimento di una delle due travolge le loro vite e l’amicizia continua attraverso un’intensa e ricca corrispondenza epistolare, con cui condividono i momenti più importanti. La storia è un grido di dolore verso chi aveva il dovere di parlare e ha taciuto celando la verità. L’autrice esprime in modo chiaro i sentimenti e le emozioni così come le dinamiche interiori che inducono la protagonista a comportarsi in un certo modo. Una materia delicata, trattata con sensibilità e precisione nel descrivere gli stati d’animo, le tensioni e le attese puntualmente deluse. Procedendo nella lettura, si ha la sensazione che qualcosa debba accadere ma che di fatto non succede, una sorta di tensione che non scema.

La fine della storia non coincide con quella del dolore, ha solo un momento di logica comprensione anche per chi non l’ha avuta e in questo atteggiamento c’è, oltre a un moto di ribellione, anche una maturità nell’accettare i comportamenti, le indifferenze e la rigida opposizione di chi è chiamato in causa.

L’autrice dà grande prova  a sviluppare una tematica complessa come quella che attiene alla sfera degli affetti, che sa rendere viva, mai banale, a tratti ironica, come un voler esorcizzare i fatti per allontanarli e renderli fumosi ricordi. Riuscirà Diana ad accettare la  sorte senza recriminare? La storia evolve in modo fluido e coinvolgente trascinando il lettore nei grandi gorghi in cui la protagonista affonda man mano che la storia avanza.

E’ l’elaborazione di un lutto, più ancora di un accettarsi per quello che si è, per quello che gli altri sanno dare. Il gioco di sdoppiare le parti è un espediente letterario introspettivo per analizzare profondamente i personaggi, di cui l’autrice si serve in modo sapiente. Ci sono risposte che non ci verranno mai date, perché la vita corre e non torna indietro a ristabilire gli equilibri perduti. Diana va alla ricerca dei suoi errori, per giustificare quello che la vita le ha tolto. E non è nemmeno colpa degli altri quando questi la privano di ciò che le appartiene, semmai sono loro a privarsi di lei. Un romanzo condotto con grinta fino alla fine. Una prova per l’autrice pienamente riuscita.