Processo Linea D’Ombra. Gambino si farà interrogare

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E’ ripreso ieri, davanti ai giudici della Corte d’Appello di Salerno (presidente Tringali), il processo nei confronti del consigliere regionale Alberico Gambino, accusato di voto di scambio con l’aggravante del metodo mafioso, ipotesi per la quale è stato assolto in primo grado, e per violenza privata. Tra gli altri è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Alfonso Greco che ha riferito di non aver mai parlato direttamente con l’ex sindaco di Pagani. Il tramite era Michele Petrosino D’Auria: “Ci disse che in caso di elezione di Gambino e di Vincenzo D’Amato a Pagani ci riferì che ci avrebbe fatto lavorare. A S. Egidio sarebbe dovuto uscire Carpentieri”. Le contraddizioni sono emerse, rispetto al primo grado, propio sulle promesse fatte da Michele Petrosino D’Auria: la gestione dei parcheggi e la Multiservice. “A noi disse solo che ci avrebbe fatto lavorare”. Ma in primo grado aveva parlato apertamente della gestione della Multiservice: “Sinceramente non so se le assunzioni siano state merito di Gambino. I lavori? La società era stata costituita da poco e noi siamo stati arrestati 4 mesi dopo le elezioni”. Incalzato dalle richieste dal giudice il collaboratore di giustizia ha precisato: “Alle comunali dovevamo portare D’Amato per il consiglio comunale, alle regionali Gambino ed alle provinciali D’Onofrio. Questo era stato “l’invito” di Petrosino D’Auria”. Nel corso dell’interrogatorio in video conferenza il collaboratore si è più volte contradetto così come gli altri pentiti ascoltati. I legale difensore di Alberico Gambino ha chiesto, in occasione della prossima udienza, l’interrogatorio del suo assistito che in un primo momento aveva manifestato l’intenzione di rendere dichiarazioni spontanee. Oltre ad Alberico Gambino, sono imputati l’ex consigliere Giuseppe Santilli, i fratelli Michele e Antonio Petrosino D’Auria, per l’ex presidente Multiservice Giovanni Pandolfi Elettrico, Antonio Fisichella, l’imprenditore della Torretta cave Francesco Marrazzo e per l’ex architetto comunale Giovanni Di Palma.

(Da Le Cronache in edicola)